Visualizzazione post con etichetta cambiamenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cambiamenti. Mostra tutti i post

giovedì 27 febbraio 2025

Quella sensazione

 E ogni tanto si torna qua.

Ogni volta più vecchi (purtroppo), ogni volta più saggi (si spera), ma sempre con quella sensazione di non averci capito ancora un cazzo.

E anche quella sensazione che forse, tutto sommato, capirci qualcosa della vita è decisamente sopravvalutato. Forse non c'è nulla da capire, siamo scorregge temporanee talmente insignificanti da non meritare un reale significato.

E anche quella sensazione che forse manco abbiamo bisogno di un significato, non uno globale almeno. Forse abbiamo solo bisogno di trovarne uno nostro, e fanculo tutto il resto.

E anche quella sensazione che dovrei lavorare invece di scrivere sul blog, ma quando lo citi con un amico su Reddit non puoi fare a meno di rimetterci mano persino in questo 2025, 18 anni dopo la sua nascita.

E anche quella sensazione che ti fa chiedere cosa cazzo ci fa ancora Blogger al mondo dopo 18 anni, che google ogni tanto chiude piattaforme a caso. Un po' mi spiacerebbe.

Ah, comunque io sto benino. Non bene, sono ancora scosso da un anno e mezzo di pargola (sì, ho una figlia) che è adorabile ma ha quella tendenza a risucchiarti energie e vita che continua a stupirmi dopo tanto tempo. Ma adesso cominciamo a uscire dal tunnel, ecco: a maggio vado in Cornovaglia con gli amici dell'università, e sto riattivando qualche app di incontri per uscire qualche sera con gente, si spera, interessante.

Vorrei anche cominciare un corso di improvvisazione teatrale, così, de botto, senza senso.

Voglio anche il caldo e voglio stare nudo invece che con sti pantaloni scomodi - ma hey, un po' me li godo perché non riuscivo a chiuderli da qualche mese XD

Insomma, ho tante sensazioni e voglio cose. Non sono così cambiato dal 2007 a oggi XD

Lo

lunedì 30 dicembre 2019

Emotional Intelligence!

Sono successe tante di quelle cose in questo 2019 che ci potrei riempire dieci blackie. Ma non è il caso, tanto blackie serve a me e ci sono modi più intelligenti per sfruttarlo.

Tipo... servirmi da diario per il percorso che sto facendo di emotional intelligence.

Cos'è l'emotional intelligence?
Emotional intelligence è, per quel che ho capito, prima di tutto percezione. Ci sono miliardi di comportamenti che nascondiamo dietro barriere di "eh, son fatto così!" che in realtà sono tratti della nostra personalità che evitiamo amorevolmente di esplorare. Emotional intelligence è prendere atto di questi tratti, capire cosa ci vogliono comunicare, ed evitare che influiscano negativamente sul resto del mondo.

Ecco, visto che io di roba da scavare ne ho, ho deciso di investire qualche soldo nel provare a gestirla questa intelligenza emozionale.

Il percorso è diviso in 12 settimane, ciascuna delle quali consiste in letture ed attività giornaliere e viene chiusa da un incontro via Zoom di coaching.
Adesso sono alla fine della seconda settimana. Il percorso avrebbe previsto che io tenessi una specie di diario di quanto accadeva, ma si sa che sono sempre in ritardo (eh, sono fatto così!... cit.) e parto dopo.
Meglio tardi che mai.

Quindi, a partire da oggi pomeriggio, infesterò questo blog con i miei sproloqui.


giovedì 24 gennaio 2019

Duemiladiciannove

E così siamo arrivati anche qua. All'ultimo anno di questo decennio.
Il 2019 è cominciato con un capodanno volutamente sottotono, perché ste vacanze di natale me le son prese tranquille. Ne avevo bisogno: la crescita ha sempre bisogno di bei periodi di riposo.
Se devo guardare alle avvisaglie, sembra un inizio di anno tutto sommato positivo.

Il secondo giorno mi sono trovato in una situazione spinosa. A dicembre è nata una nuova situazione maialina con una persona. C'è stato però un problema abbastanza grosso di comunicazione, soprattutto di questa persona con Vu, e mi sono ritrovato con loro due in situazione di tensione ed io in mezzo che non sapevo bene cosa e come comunicare.
Il vecchio me si sarebbe rintanato nella sua zona di comfort e avrebbe chiuso le comunicazioni in merito. Il me del due gennaio si è dato un calcio in culo e ha agito - anche semplicemente dichiarando l'immobilismo e sbloccando la situazione.
Gestione perfetta? Forse no, ma gestione migliore di prima sicuramente. E quella bella sensazione di aver fatto un piccolo ma fondamentale passo avanti.

Al lavoro? Mi rendo conto che, seppure sempre un po' dominato dalla paura, ci son tante cose che ormai mi riescono automatiche e non mi costano alcuna fatica. Ed è una cosa di cui mi son reso conto da solo, facendomi i complimenti e riconoscendomela senza stimoli esterni.

Sono piccoli passi che hanno un effetto enorme. Ogni piccolo passo al di fuori della paura è energia in più che mi spinge, portandomi a fare altri passi e ad uscire ancora di più dalla zona - o chiamiamola prigione - del comfort.

In più, la palestra e l'alimentazione stanno facendo il loro lavoro, sto scrivendo cose utili per Proofy, sto sviluppando pian piano Herbalife... mi sto divertendo, ragazzi. Mi sto divertendo tanto. Faccio fatica, ma mi diverto. E amo vivere, amo andare avanti.

L'obiettivo adesso è rimanere con i piedi per terra, e fare in modo che il prossimo ostacolo - che sicuramente arriverà - venga superato senza troppi danni. Se reggo all'urto, mi sentirò veramente pronto a volare :)

Lore

lunedì 22 ottobre 2018

Monday

E così, ancora una volta è lunedì. Maledetto.
Tu pensi di averlo passato, ma lui torna. Imperterrito. Tra l'altro, ogni volta ricordandoti che sei una settimana più vecchio.

Poi, ci sono anche lunedì e lunedì. Questo è stato particolarmente rognoso: ho un sonno abietto dopo un weekend stancante, ho gestito rogne a non finire, ho scordato la borsa della palestra a casa e ho portato con me le chiavi che servivano a Vu, ho dovuto fare una demo noiosissima e ora ho due documenti due da scrivere.
Boring.

Ma, al di là delle lamentele - che ci stanno, a volte - il periodo è bello. Con tanti stimoli, tante novità, tante cose belle ed interessanti.
E questi stimoli mi portano ad interrogarmi su parti di me che non ho mai affrontato, e a cambiarle e renderle migliori. O anche solo diverse.
Sto imparando molto sulla comunicazione, sulla gestione dei conflitti, sulla gestione del tempo.

E, pian piano, sto facendo un piano per liberarmi dal lavoro dipendente e vivere in maniera un po' più libera.
Senza lunedì mattina lavorativi, grazie.

Lo

mercoledì 3 ottobre 2018

Il Marzullo britannico

Rileggevo i post di questa settantaquattresima ondata di vita di Blackie. Che è, citando i Gemboy, un "terminator che non vuole morire", morto e rinato tante di quelle volte che persino i gatti lo guardano con una certa ammirazione.

Sono diventato così noioso?

Rileggendo la mia prosa degli anni scorsi avevo sempre quel certo humour british che rimaneva sotto la serietà, dandole un fondamento ben più nobile. Adesso sembro quel tizio di cui non ricordo il nome che faceva programmi di notte con domande bizzarre, tipo "la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?".
Marzullo. Grazie Google.

Non zo... ok cambiare, adoro farlo, ma non vorrei perdere quell'ironia. Quindi d'ora in poi chiuderò ogni post con una battuta a caso slegata dal contesto.
Tipo: un uomo entra in un caffé: SPLASH.

Forti risate del pubblico.
Risate di compassione.

E così, invece di lavorare, eccomi qua a scrivere minchiate. Non credo mi riescan bene come una volta, ma sono arcistramegaultrasicuro che adesso siate anche voi, zero lettori che mi seguono, a ridacchiare. Di compassione, ovviamente.

Mi spiace se vi ho fatti star male. Anzi, no, perché sono cinico.

Vi odio.

Lo

giovedì 27 settembre 2018

Dress whaat?

Ci sono cose che non riesco proprio a capire. Tipo il dress code.

Leggevo oggi un articolo sul dress code, che intima il malcapitato lettore a stare attento al proprio vestiario, millantando la possibilità di offendere le persone attorno, ridicolizzare sé stess*, provocare guerre nucleari come nemmeno l'ultimo disco di Gigi d'Alessio potrebbe fare

Ecco, boh... io proprio non riesco a capire. Sarà che son stambo, ma io i vestiti manco li vedo. A volte mi incuriosiscono quelli più stravaganti (ok, Lorenzo, non barare: su quelli più strambi ridi perfidamente come la peggiore pettegola. SIAMO ONESTIH), ma di media non ricordo cosa indossano le persone.

Sarà che la gente la preferisco nuda, ma il vestiario ha sempre contato zero.

Però alla fine, devo dirlo, mi spiace. A me piacerebbe comprendere le regole del vestirsi bene. Perché alla fine, nello strambo mondo in cui viviamo, anche il #macometivesti è comunicazione.

I nostri vestiti comunicano qualcosa. E in questo periodo sono sempre più interessato a cosa comunico oltre alle mie parole.

Quindi ho deciso, per il 2018-2019, di cominciare a cercare di capire cosa comunico con il mio aspetto fisico. Non per diventare un phyghetto, non necessariamente almeno, ma per essere cosciente e comprendere meglio alcune reazioni degli strambi esseri umani che mi circondano.

Spero non mi costi troppo...

Lo

martedì 18 settembre 2018

Percezione autoavverante

Comunque nel rileggere il me stesso di qualche anno fa è pazzesco come avessi una percezione distorta del mio aspetto fisico.

Ora, non credo di essere un adone, ma definirmi orripilante mi sembra un filo esagerato. Bruttarello, toh. A volte anche quasi gnoccarello.
Sicuramente ho un gran culo. In effetti, se scorrete sotto trovate anche una foto. Gratis. In Scozia.
Ahem.

Che poi, penso, quel che ne usciva era la solita "profezia auto-avverante". Che è la dannazione maggiore di chi, come me, ha un'autostima traballante.
L'autostima ti dice che non riuscirai a fare abbastanza, o che non sei abbastanza. Quindi è come se tu ti ritrovassi a far quella cosa con un peso gigantesco da trascinare, che tenta di farti ridiscendere giù. E magari quel peso è proprio quello che finisce, alla fine, per farti davvero cadere stremato. E non finire le cose.

E quindi fallisci, alimentando la tua mancanza di autostima.

Il problema attuale è come rompere questo ciclo. Che razionalmente ho identificato, ma irrazionalmente faccio una fatica bestiale a rompere.
Per adesso, la logica che ho seguito è quella dell'allenamento. Se fai un lavoro, pian piano ti abitui a farlo e ti viene più semplice continuare a farlo. Ma questa non può essere una strada percorribile... perché comunque è na faticata. Devo anche lavorare sul peso, sul comprenderlo, sul capire come metterlo in spalla e portarlo con me.

Devo allearmi con le mie paure, e superare la vita assieme a loro :)

lunedì 17 settembre 2018

Lunedì

Oggi è lunedì. Potrei scrivere un post banale sul fatto che già di per questo vorrei uccidere pulcini prendendoli a racchettate, ma non lo farò perché ho un'audience sensibile.

In questo periodo pieno, una volta scritta la frase qua sopra ho cominciato a sentire la folla dei miei pensieri cominciare ad urlare e richiedere la mia attenzione.
Dovrei parlare dei cazzi miei? Del mio speech a Toastmasters? Di minchiate? Dell'attività che sto facendo in palestra? Del lavoro? Di politica?
Tutti urlano per avere attenzione, d'altra parte. Potrei fare una roba naive, e scrivere un discorso diverso per ogni frase. Ma non lo farò, perché ho un'audience sensibile.
Poi la gente mi chiede di uccidere pulcini a racchettate, e mi sporco tutta la polo di sangue.

Il fatto, che è anche legato all'esiguo numero di post su Blackie, è che ho talmente tante di quelle voci in testa a chiedere attenzione che ho difficoltà a concentrarmi su una cosa singola. Scrivere, razionalizzare, è una cosa che richiede allenamento.

Ma poi guardo al contatore di visite, ed al numero di commenti, e mi rendo conto di una realtà fondamentale.
Blackie all'inizio era un urlo di aiuto, una richiesta di assistenza per una persona disperata. C'era gente che lo seguiva, commentava, mi voleva bene... con una di quelle persone sono ancora amico dopo tanti anni.
Adesso è un laboratorio, uno spazio mio. Un luogo dove scrivere, buttar giu, senza paura di espormi e senza paura che qualcuno si senta disorientato. Blackie è un luogo dove psicoanalizzarmi, dove fermarmi, dove riflettere, dove razionalizzare.

Blackie è adesso la mia maniera per riuscire a zittire tutte quelle voci, e scrivere qualcosa. Un modo per fermarmi.

E forse così è anche più prezioso di prima :)

venerdì 14 settembre 2018

All changes...

Buffo, no?
Il tempo passa, si cresce, si cambia. Eppure alcune cose rimangono costanti.
Tipo Blackie. Che è una di quelle cose che rimane là, come un simpatico avvoltoio sulla spalliera del letto. Tu pensi di essertene scordato ma lui è sempre là a guardarti, famelico di pezzetti della tua anima.

Che così sembra un po' mostruoso, ma in realtà è un bravo ragazzo.

A Blackie ci ho pensato venerdì scorso, alla prima seduta del mio nuovo ciclo con la psicanalista. Che no, non ci sto andando per curare il mio improbabile senso dell'umorismo, ma per "mettere ordine".

Non posso nemmeno parlarne male, che adesso sa di Blackie e poi mi corca quando vado alle sedute (salve dottoressa! tutto bene?).

Il mondo cambia, si evolve, io mi sento fermo come può sentirsi ferma una persona su un ottovolante. Che tutto intorno cambia, la tua posizione nel mondo cambia, eppure tu dentro senti che le viscere non si son spostate più di tanto. Non vedi più l'antipatica casa degli spettri, ma sei sempre a contatto con la tua puzzolente cistifellea.

Perché quel che vedi fuori è razionalità, quello che vedi dentro è il tuo bizzarro mondo interiore che ignora la razionalità e continua a dirti che tutto è rimasto uguale. E che ti blocca, ti inchioda là. Ti fa pesare come un macigno il minimo errore e ti sminuisce tutte le vittorie.

Che palle, ragazzi... è come se cercassi di correre con un peso da un quintale attaccato ai coglioni. Voglio liberarmene. Voglio caricarmi sto peso in spalla e correre con lui.

giovedì 28 agosto 2014

La fine di Blackie (e l'inizio del suo figlio illegittimo)

A volte a noi umani piace fare dei cambiamenti senza senso.
Cambi taglio di capelli, cambi vestiario, cognome, luogo di residenza, ma rimani sempre tu. Forse solo perché il tuo stato attuale non è più quello di una volta.
Sto facendo una cosa del genere, e perdonatemi se per una volta non riesco a trovarci una logica. Blackie è un pezzo importante di me, ma non ha più senso tenerlo aperto perché la persona che lo aveva iniziato era un'altra persona rispetto a quel che sono adesso.
Quindi, in parole povere, mi trasferisco. Non c'è nemmeno nessun problema di anonimato, mi continuerete a trovare nella mia nuova casa facilmente: ecco l'indirizzo

http://acontinuousworkinprogress.over-blog.com/

Ma in un certo senso, se questo è il blog di un ragazzo che vuole ritrovarsi, il nuovo blog riguarderà il cosa fa l'uomo che, dopo essersi trovato, si rende conto che quel che vede non gli piace. Altro argomento, altro mondo.

Trovate che tutto ciò sia senza senso? Forse anche io. Ma non faccio male a nessuno a farlo, quindi ben venga la sua idiozia se mi fa sentire un po' più coerente.
Ci vediamo dall'altra parte.

Ciao Blackie, grazie di tutto.
Lo

martedì 19 novembre 2013

Scossa?

Cerco nuovi e vecchi stimoli
Il periodo è mentalmente caotico ma fisicamente fiacco, quindi cerco nuove prospettive. Per prima cosa, sto ri-cercando un coro nel quale cantare, e forse ne ho trovato uno. Sito dalla faccia simpatica, coro abbastanza numeroso (60 elementi), buon repertorio, e soprattutto proverei sotto al palazzo dove lavoro, nella stessa zona in cui andrò ad abitare fra un mese e mezzo.

Inoltre sto cercando di ri-affacciarmi in palestra,anche se vorrei evitare la sala pesi perché non fa proprio per me.Obiettivo: corsi aerobici non basati sul ballo (se devo ballare mi annoio... meglio la thai boxe :D), probabilmente yoga anche se so già che mi ingarbuglierò come un nodo da marinaio, ginnastica posturale visto che ho una postura di merda, e tanto stretching perché è con quello che si vive bene e non con i muscoli. Poi magari, quando me la sentirò, integrerò con qualche esercizio in sala pesi possibilmente a corpo libero.
Per questo, voglio provare ad usare una buona feature che la palestra mi propone: una sorta di social network per programmare allenamenti, trovare persone con i tuoi stessi obiettivi. Perché è assolutamente vero che ti alleni meglio quando sei in compagnia: sei più motivato, hai appuntamenti da rispettare, ti fai forza a vicenda e, soprattutto, hai qualcuno con cui berti una birra dopo l'allenamento. D'altra parte la birra contiene parecchi sali minerali ed è assolutamente indicata per il post-allenamento :D

Insomma, un post che provocherà una marea di "sticazzi" nell'audience.
Lo

martedì 9 ottobre 2012

The awkward situation...

... quando ti rendi conto di aver vissuto più nell'ultimo mese che in tutto il resto della tua vita. Quando ti rendi conto che non riesci ad immaginare come potevi vivere senza di lei. Quando aspetti che finisca la giornata solo per vederla, annusarla, baciarla...
Si, sono innamorato lesso. Sarà la sindrome da primi mesi, sicuramente poi arriveranno i momenti difficili nei quali vedremo se sarà vero aMMore o una passione momentanea, ma quel che conta è che ora sono felice, forse come non lo sono mai stato in 27 anni. Serve altro?

Lo

domenica 9 settembre 2012

Building a new life

Una cosa è certa dopo le ultime due serate: non so se sono veramente bisessuale o cosa, ma le ragazze mi piacciono.
E forse forse, per una volta, ho trovato quella giusta. Non so bene dove andremo a finire, ma mi sembra un inizio promettente... molto promettente.

Certo oh, se mi anticipavano anche solo 4 mesi fa che mi sarei trovato a breve a vivere a Milano con un lavoro stabile, amici meravigliosi (perché ne ho trovati di meravigliosi) ed un mezzo... diciamo tre quarti di intrallazzo io mica ci credevo... :D

Lo

venerdì 3 agosto 2012

Milano

Milano è una città strana.
Sono qua da due settimane ormai, nelle quali come sarete abituati non vi ho aggiornato sui miei movimenti (e ci mancherebbe, non sarei io se non mi assentassi per mesi da Blackie... ma sorvoliamo). Dico subito che no, non mi ci trovo male. Per quanto tutti mi guardino un po' come una vacca che va al macello, direi che il bilancio di queste due settimane è positivo.
Mi dicevano che a Milano tutti sono di fretta e nessuno sorride. Ma io ho un segreto: spesso la gente non ti sorride perché tu sei il primo a non sorridere. E io sono famoso per avere un sorriso contagioso, non per vantarmi (ne sa qualcosa un lettore abituale di questo blog che comincia a ridacchiare ogni volta che mi incontra). E, guarda un po', trovo una marea di gente che mi sorride, scherza, chiacchera, scambia idee. Ed è bello sentirsi un po' come un raggio di luce nella nebbia di una città grigia.
Mi dicevano che Milano è un luogo grigio. Sarà vero, forse, ma è un grigio di mille tonalità. Milano cambia ad ogni angolo, è un crocevia di microcosmi completamente diversi fra di loro: i baretti sulle rive dei Navigli non assomigliano al frastuono di Colonne, né ai locali ricercati in Sempione. I vicoli del centro storico contrastano con i vialoni della parte moderna. Milano ha tante facce, e tanti modi di viverla. Non è come Pisa, che a me in fondo (e mi fa male dirlo) piaceva tantissimo nella sua semplicità ma rimaneva un po' uguale a se stessa in ogni luogo. Milano ti invoglia a provarti tanti vestiti addosso prima di scegliere quello che ti piace, e magari ti invoglia ad esplorare parti di te che non conoscevi.

E poi... al lavoro tutto bene, oggi ho consegnato un po' di codice e mi sono sentito utile finalmente... i colleghi son simpatici, il capo anche, alla mensa si spende ragionevolmente poco (5€ circa) per un pasto completo ed appetitoso. E poi ci sono tanti concerti e manifestazioni, trasporti che funzionano (rispetto alla media italiana almeno), l'accento toscano ti distingue dalla massa e ti in-sexy-sce... insomma, c'è tanta carne al fuoco!

Ah, ho anche trovato casa! Pago un bel po', ma sono a due fermate di metro dal lavoro e in una zona tranquilla, davanti ad un centro commerciale grosso dove c'è tutto. Ottimo anche questo. Bwahahahha!

Insomma, Lorenzo vive come e più di prima. E se Milano tenta di ingrigirmi, finirà colorata anche lei!
Lo

martedì 10 aprile 2012

E intanto...

... weekend pasquale passato a Firenze con tanta bella gente, ho rivisto Andrutza che mi ha fatto iscrivere a Couchsurfing e che è una persona meravigliosa (ho anche affrontato l'argomento BI di striscio e ho scoperto un'altra alleata! ALO'!), ho mandato due couchrequest per Roma. Studio? No grazie.
Vaffanculo. Ora mi son rovinato la serata.
Lo

giovedì 29 marzo 2012

Fare la cacca grossa

Noterete che non sto più scrivendo molto in questo blog.
A parte il fatto che la sua stesura va a sprazzi, coincidenti con la mia voglia di scrivere, è proprio che ho sulla punta della lingua un post grosso, che riguarda me stesso e che potrebbe sconvolgermi. Certi post stanno la a ristagnare anche per mesi prima di essere scritti... scriverli prima del tempo è come mangiare un frutto acerbo, non cogli i piaceri del frutto e ti togli la possibilità di mangiarlo in futuro.
Quindi no, non parlerò ora di ciò di cui voglio parlare. Non è ancora tempo, e devo ancora capirmi un po'. Oh, i post su un blog sono come una trascrizione di ciò che ti passa per la testa: prima di scriverli, devi comprendere ciò che succede. Non puoi altrimenti, non avrebbe senso, e rischi di rovinare la tua testa irrimediabilmente.

Sono troppo cauto? Beh, forse, ma il blog è mio e così sono i ritmi. Così è se vi pare.
Tiè!

Lo

mercoledì 21 marzo 2012

All you need is love!

‎- Perché non stai pescando? Domando l’uomo d’affari
- Perché ho già pescato abbastanza pesce per tutto il giorno.

- Perché non ne peschi ancora?
- E cosa ne farei?
- Guadagneresti più soldi. Allora potresti avere un motore da attaccare alla barca per andare al largo e pescare più pesci. Così potresti avere più denaro per acquistare una rete di nailon, e avendo più pesca avresti più denaro. Presto avresti tanto denaro da poterti comprare due barche o addirittura una flotta. Allora potresti essere ricco come me.
- E a quel punto cosa farei?
- Potresti rilassarti e goderti la vita.
- Cosa credi che stia facendo ora?

  Ovvero: voglio andare a vivere per qualche mese in una comunità hippie.

venerdì 3 febbraio 2012

CiEsse

Ok, Blackie comincia ad assomigliare al blog che vorrei (che è un po' come il Mulino che vorrei di una vecchia pubblicità, ma sto divagando).

Manca solo qualcuno che lo legga. Perché altrimenti tanto vale farmi un file .txt e scriver la, no? E' inutilerrimo mettere la propria vita sul web se nessuno ti caga. Chiamatemi esibizionista, ma è così. Partirà presto dunque la campagna pubblicitaria di Lore a giro per il web in cerca di povere menti da traviare.

Non diciamo cazzate, e passiamo all'argomento del post di oggi. Come dite? Non esiste un argomento? E allora andrò a braccio. Tanto ci sono tante cose da dire! Ad esempio,
...
boh! Parliamo di Couchsurfing, va. Uno dei milioni di argomenti che ho in sospeso da quando ho per la terza volta abbandonato Blackie lo scorso luglio (sigh!). Couchsurfing è un sito web il cui obiettivo è quello di ospitare perfetti sconosciuti in modo da allargare i propri orizzonti, tastare un po' di mondo, visitare luoghi e conoscere facilmente gente del luogo. Ed organizzare feste meravigliose, ovviamente. Ho fatto conoscenza del sito da un'amica, che me l'ha descritto con un confuso insieme di termini più o meno casuali ("sitooo, bello festa gigantesca Arezzo tende vino festa bellissimo") che hanno avuto il potere di mettermi addosso una dannata curiosità. Mi sono ritrovato catapultato in una meravigliosa comunità di gente FANTASTICA, ho ospitato finora qualcosa come 15 persone, sono andato ad una festa con 120 persone nella quale abbiamo dormito in tenda e abbiamo bevuto quantità innominabili di vino (che è la parafrasi delle parole della suddetta amica).

Che post serio, infilerò a caso quattro parole che suonano bene: retorica, plurimo, antiincendio e platano.

Adesso Couchsurfing sta (piacevolmente) guidando la mia precedentemente morta vita e mi sta facendo tornare ggiovane: esco due o tre volte la settimana, ho tanti nuovi amici, tanti nuovi viaggi da fare per rendere la visita ad alcune persone fantastiche che ho conosciuto, ed in generale ho allargato spaventosamente i miei confini: ho la mente più aperta, più ricettiva, più sana in qualche modo. Bello eh? Ed ora ho un ospite qua accanto ed altri quattro in arrivo prima di fine mese. Un tedesco, un ecuadoregno ed un'ecuadoregna, un'australiana, una filippina... dopo aver ospitato tre americani, una giapponese, qualche francese, un'olandese, una lettone, qualche italiano... girare il mondo stando qua ;)

Ed è bello, ve l'assicuro
Lo

martedì 31 gennaio 2012

Ah...

... forse sono bisex. No, tanto per farvelo sapere.
Aggiornamenti quando ci avrò capito qualcosa. Nel frattempo, spero vivamente che nessuno risalga a questo blog (in caso contrario non preoccupatevi, non ho attrazione per nessuno in particolare)
ARGH!
Lo

giovedì 23 giugno 2011

Cercasi salvagente

Mi sento vagamente sballottato qua e la. Ho mal di mare, e vorrei scendere, ma non posso. La vita non ha un portello con il quale uscire all'aria aperta. Devi viverla dentro, sopportare il mal di mare, aspettare che la tempesta finisca e ricostruire quel che si è distrutto. Ogni tempesta ti da l'opportunità di prendere tutto ciò che avevi fatto e ricostruirlo, migliore.

Ora sono in un periodo di tempesta, che io stesso ho prodotto. Non capitemi male: tempesta non vuol dire che sto male o cosa, l'umore è buonissimo, semplicemente ho tantissimi stimoli che mi fanno girare la testa, che distruggono le mie certezze, che impongono nuovi modi di pensare e di vedere il mondo.

Sto crescendo, mio malgrado. Ancora. Non si finisce mai di crescere, d'altra parte.

Lo