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giovedì 16 aprile 2020

TU

A volte i momenti simbolici si celano nelle azioni più bizzarre.

Tipo: buttare nel cesso il ragù che sta andando a male perché TU hai chiuso male i barattoli e TU hai cotto male e TU non sei nemmeno in grado di prenderti cura del ragù perché TU sei buono a nulla e tutta sta roba qua.

L'anzia.

Non ve la auguro.

Lore

lunedì 27 maggio 2013

Due discorsi scollegati

Forse quello che mi fa più paura di una relazione seria è il fatto che alcune delle cose che sognavi di fare prima o poi nella vita svaniscono. Provare ad avere una relazione seria significa avere tante cose nuove belle, ma anche rinunciare ad altre cose altrettanto belle. Decidere di amare qualcuno, decidere di andare fino in fondo con quella persona, significa credere fermamente che quella persona non ti farà mai rimpiangere tutto ciò di cui ti sei privato scegliendola.
E capirete che non è semplice crederlo. Con Vale non capisco bene se è effettivamente così. Con lei sto da dio, ma... forse quel che mi sembra brutto è che non ho termini di paragone, a parte Sara. E' la seconda volta che ho una relazione duratura in vita mia, credo di aver diritto ad avere dubbi.
O forse sono tutte giustificazioni vane e io sono fondamentalmente uno stronzo. Quantomeno, uno stronzo onesto.

Non so bene come posizionarmi moralmente, ecco. Posto che, anche se non mi considerassi moralmente giusto, non ritenga la soluzione morale necessariamente giusta.

E così, avendo perso la mia bussola morale, vago sperso per le mie azioni in cerca di un centro di gravità. L'esperienza si fa anche sbagliandosi, vediamo di farmela senza far male a nessuno... a parte forse me stesso, ma farsi male serve solo a crescere. Almeno così dicono.


Nel frattempo... qua a Milano, ma anche nel resto d'Italia, tutti si chiedono dove cazzo sia finita la primavera, che dicono che non ci sono più le mezze stagioni... almeno cambiate quelle intere. L'altra sera eravamo tranquilli sotto i 10. Cazzo, io dopo metà maggio non vorrei più sentir parlare nemmeno di felpe, a parte quando vado in montagna... l'altra sera ci voleva il giacchetto. Ora ha fatto due giorni di sole, ma le previsioni per il resto della settimana sono a dir poco desolanti... pioggia, pioggia, pioggia a non finire. Temporali, temperature basse... per favore, levatevi dai coglioni. Non avrei mai pensato di dirlo, ma... voglio il sole. Voglio ustionarmi sotto il sole, sudare, avere il desiderio di scorticarmi la pelle di dosso dal caldo, voglio rimpiangere la pioggia, voglio vedere l'intero creato andare a fuoco dal caldo, piuttosto che questa cazzaccio di pioggia...

Quest'ultima, drammatica, parte, era bonus e non c'entrava evidentemente un cazzo con il resto del post, ma il blog è mio e ve la pigliate. Oh >.<

Lo

lunedì 20 maggio 2013

It's a long way...

Questo post conterrà informazioni casuali, visto che non so cosa sto andando a scrivere.

D'altra parte, dovrei essere già sotto la doccia per andare al lavoro, ma tant'è. In questo periodo devo riabituarmi a scrivere, a parlare, perché mettere per iscritto i propri pensieri aiuta a riordinarli. Devi aver chiaro cosa vuoi scrivere se vuoi scriverlo, no? E se lo scrivi, puoi rileggerlo. La mente è complessa, e non sempre riesce ad auto-diagnosticarsi.

Se guardate la mia auto-descrizione, faccio un'arguta metafora. Ne ho di migliori, giuro, in una c'entra addirittura la via lattea. Ma mettetevi in testa questa metafora. Ecco, per me leggere i miei post è come osservare una foto, di qualità non ottima ma nemmeno pessima, della casa in cui abito. Non è la realtà, ma ne è come se vedessi una rappresentazione esterna della mia personalità. Leggermi è come guardarmi da fuori: a volte riesco a comprendere cose che non riesco a cogliere da dentro. So che sembra strambo: se le scrivo IO, è ovvio che so cosa scrivo. No, invece no, non è per niente ovvio. Ci son pensieri che si nascondono, pensieri che bussano di notte alle tegole del tetto sopra il mio letto (che fa rima) che magari non vedo da dentro ma che posso cogliere di sfuggita nella foto. E se li colgo, so cosa sono e posso affrontarli, o diventarci amico magari :)

Anche perché, vi giuro, in questo periodo sono una contraddizione vivente, e questo è emblema del fatto che non so letteralmente cosa sto cercando. Ho una storia con una ragazza che forse amo, ma allo stesso tempo so benissimo che in caso di tentazioni esterne potrei non essere in grado di esserle fedele. E son qua sospeso fra l'idea che si, io voglio stare con lei, e l'idea che potrei farle seriamente male e perderla. Ma potrei perderla anche aspettando.
L'unica maniera che ho trovato per risolvere la situazione è spiegargliela con parole chiare. Sa bene cosa penso e provo, lo accetta e in una certa misura lo capisce. Cosa che, per inciso, ha contribuito a farmela piacere ancora di più. Abbiamo fatto la promessa reciproca di raccontarci cosa ci passa per la mente quando necessario, e per ora... beh, viviamo la nostra storia senza stress. Non sentiamo di avere obblighi l'uno verso l'altra, e quindi sappiamo che se ci vediamo è solo per il piacere di vederci. So che anche lei prova qualcosa che non sa bene cosa sia, ed andiamo avanti così a provare a vedere se un giorno riusciremo a diventare adulti, cosa dannatamente più difficile di quanto sembra.

Ci tengo a dire che questi pensieri vi potrebbero sembrare disordinati tentativi di giustificare la mia condotta da quindicenne dell'ultimo periodo, ed in effetti potrebbero esserlo. Ma per diventare ventisettenne devi anche passare dai quindici, e io forse quella fermata, con Sara, l'avevo saltata. It's a long way to the top, if you wanna grow up :D

(sopportatemi)
Lorenzo

sabato 5 maggio 2012

Io provoco

Lo ammetto: l'ultimo post era una piccola provocazione.
Il mondo dei blog è un mondo in cui ciascuno cerca di distinguersi dagli altri. Ma anche la vita reale in fondo lo è: vedo una marea di persone che cercano disperatamente di fornire la citazione più colta possibile, di fuggire qualunque cosa che interessi a più di 5 persone al mondo... in fondo di considerarsi speciali, diversi.

A me di essere diverso non me ne è mai fregato un bel niente. Se un mio comportamento è da italiano medio non lo cambio solo perché certa gente non lo trova giusto: è un mio comportamento e tale rimane. La mia maniera di essere speciale, quella che mi riesce meglio, consiste nel cercare di essere più normale possibile.

Sia chiaro: lungi da me giudicare lettori di questo blog, non vi conosco e rispetto le vostre opinioni sul calcio. Ma rispettate il mio amore per il pallone, per favore, perché è parte di me tanto quanto le poesie che scrivo o l'amore per la musica :)

Lo

lunedì 30 aprile 2012

Pensieri di livello notevole

Sembra che debba chiarire un paio di cose... perché in effetti chi mi segue da poco può avere delle difficoltà a seguirmi :)

Blackie è un'espressione della mia mente, senza filtri (o meglio con meno filtri possibili) né elaborazioni di sorta. La mente umana ha svariati livelli di pensiero: alcuni sono più elaborati e pensati, alcuni sono più semplici e di base.
Il post di ieri veniva da quella parte di cervello istintiva e non filtrata, quella più stupida ed infantile. Quella che quando vuole andare fuori a giocare e piove si mette a piangere e a sbattere i pugnetti paffuti sul pavimento. E' ovvio che, nella realtà, rispetto perfettamente il fatto che la "donna della mia vita" (definizione poco seria ed ironica, per la cronaca... non ha nemmeno il suo tag sul blog, figuriamoci se è qualcosa di serio!) sia già fidanzata, nonostante sia una persona con cui mi trovo insolitamente bene, ed è anche ovvio che se piove in un giorno in cui avrei voluto il contrario me ne faccio una ragione. Tra l'altro, ci siamo divertiti lo stesso.

Quello che ho fatto ieri è una cosa che faccio spesso: ho semplicemente lasciato andare la mia mente ed ho scritto quel che veniva. Senza premeditazioni. E' infantile? Si, assolutamente. Tutti lo siamo, nel nostro profondo.

Non vi piace? Cambiate blog! :D
Lo

giovedì 29 marzo 2012

Fare la cacca grossa

Noterete che non sto più scrivendo molto in questo blog.
A parte il fatto che la sua stesura va a sprazzi, coincidenti con la mia voglia di scrivere, è proprio che ho sulla punta della lingua un post grosso, che riguarda me stesso e che potrebbe sconvolgermi. Certi post stanno la a ristagnare anche per mesi prima di essere scritti... scriverli prima del tempo è come mangiare un frutto acerbo, non cogli i piaceri del frutto e ti togli la possibilità di mangiarlo in futuro.
Quindi no, non parlerò ora di ciò di cui voglio parlare. Non è ancora tempo, e devo ancora capirmi un po'. Oh, i post su un blog sono come una trascrizione di ciò che ti passa per la testa: prima di scriverli, devi comprendere ciò che succede. Non puoi altrimenti, non avrebbe senso, e rischi di rovinare la tua testa irrimediabilmente.

Sono troppo cauto? Beh, forse, ma il blog è mio e così sono i ritmi. Così è se vi pare.
Tiè!

Lo

giovedì 8 marzo 2012

Stronzo a fin di bene

Non esistono persone più o meno intelligenti, ma solo persone più o meno motivate.
Stavo spiegando SQL ad un'amica, che studia cinema musica e teatro ma ha inspiegabilmente un esame di informatica. Dopo due ore in cui non capiva neppure il concetto più semplice ho capito che aveva un blocco mentale: inconsciamente non credeva di poter capire quel che le dicevo. Allora ho fatto lo stronzo, e le ho detto chiaro e tondo che non aveva la concentrazione sufficiente. Ha pianto. Io mi sono scusato (ed in effetti mi son sentito in colpa) e abbiamo ricominciato. Da quel momento in poi ha capito tutto alla perfezione, senza sbavature, e abbiamo finito quel che dovevamo fare.

Mi sento tremendamente in colpa, ma ho raggiunto il mio obiettivo. A volte serve esser stronzi, se è a fin di bene.
Non fosse che poi dopo sto stress mentale devi anche fare altre sedicimilaquattrocentotrentasette cose (e ne hai anche saltate alcune, cribbio!) sarebbe una serata tutto sommato positiva :D
Lo