Comunque nel rileggere il me stesso di qualche anno fa è pazzesco come avessi una percezione distorta del mio aspetto fisico.
Ora, non credo di essere un adone, ma definirmi orripilante mi sembra un filo esagerato. Bruttarello, toh. A volte anche quasi gnoccarello.
Sicuramente ho un gran culo. In effetti, se scorrete sotto trovate anche una foto. Gratis. In Scozia.
Ahem.
Che poi, penso, quel che ne usciva era la solita "profezia auto-avverante". Che è la dannazione maggiore di chi, come me, ha un'autostima traballante.
L'autostima ti dice che non riuscirai a fare abbastanza, o che non sei abbastanza. Quindi è come se tu ti ritrovassi a far quella cosa con un peso gigantesco da trascinare, che tenta di farti ridiscendere giù. E magari quel peso è proprio quello che finisce, alla fine, per farti davvero cadere stremato. E non finire le cose.
E quindi fallisci, alimentando la tua mancanza di autostima.
Il problema attuale è come rompere questo ciclo. Che razionalmente ho identificato, ma irrazionalmente faccio una fatica bestiale a rompere.
Per adesso, la logica che ho seguito è quella dell'allenamento. Se fai un lavoro, pian piano ti abitui a farlo e ti viene più semplice continuare a farlo. Ma questa non può essere una strada percorribile... perché comunque è na faticata. Devo anche lavorare sul peso, sul comprenderlo, sul capire come metterlo in spalla e portarlo con me.
Devo allearmi con le mie paure, e superare la vita assieme a loro :)
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martedì 18 settembre 2018
mercoledì 7 giugno 2017
La bestiolina
Blackie è una bestiolina stramba.
Ha vissuto alla grande per un po' di tempo, poi il mio interesse è calato. Ma a volte sento il suo verso.
Quella voce baritonale che mi dice "vieni, vieni a me, è l'ora di spogliarti".
Ora, non mi spoglierò nudo per scrivere questo post. Anche perché in ufficio potrebbero avere da ridire. Ma ho forse bisogno di scrivere, e denudarmi "mentalmente".
Che poi tanto il blog non lo caga nessuno, quindi posso anche mettere una foto del mio culo.
Ma non è del mio culo che voglio parlare.
Voglio parlare di evoluzione personale, di paure, di comunicazione. Del fatto che della comunicazione ho paura. Del fatto che ho creduto per anni che la gente mi facesse schifo, ed invece era solo una scusa per evitarla e confrontarmi.
Non che ritenga di aver sbagliato e che tutta la mia vita faccia schifo. Quello no. O, meglio, non lo credo razionalmente.
Sotto sotto, c'è sempre una vocina che mi ripete costantemente che ho sbagliato tutto, che finirò a morire solo e dimenticato.
Forse quello che è cambiato, in fondo, è proprio l'averla riconosciuta. Ho visto quella delusione, quella rabbia contro me stesso. E, per la prima volta in vita mia, mi sono perdonato.
Oh, perdonato non nel senso "ma sì, sei un bravo ragazzo, hai fatto bene". Perdonato nel senso "Hai fatto quello che pensavi fosse giusto, non starci a pensare troppo. Andare avanti è più importante che guardare indietro".
E in fondo è tutto qua, no? Andare avanti. Crescere, cambiare...
Molto new age.
Lo
Ha vissuto alla grande per un po' di tempo, poi il mio interesse è calato. Ma a volte sento il suo verso.
Quella voce baritonale che mi dice "vieni, vieni a me, è l'ora di spogliarti".
Ora, non mi spoglierò nudo per scrivere questo post. Anche perché in ufficio potrebbero avere da ridire. Ma ho forse bisogno di scrivere, e denudarmi "mentalmente".
Che poi tanto il blog non lo caga nessuno, quindi posso anche mettere una foto del mio culo.
Ma non è del mio culo che voglio parlare.
Voglio parlare di evoluzione personale, di paure, di comunicazione. Del fatto che della comunicazione ho paura. Del fatto che ho creduto per anni che la gente mi facesse schifo, ed invece era solo una scusa per evitarla e confrontarmi.
Non che ritenga di aver sbagliato e che tutta la mia vita faccia schifo. Quello no. O, meglio, non lo credo razionalmente.
Sotto sotto, c'è sempre una vocina che mi ripete costantemente che ho sbagliato tutto, che finirò a morire solo e dimenticato.
Forse quello che è cambiato, in fondo, è proprio l'averla riconosciuta. Ho visto quella delusione, quella rabbia contro me stesso. E, per la prima volta in vita mia, mi sono perdonato.
Oh, perdonato non nel senso "ma sì, sei un bravo ragazzo, hai fatto bene". Perdonato nel senso "Hai fatto quello che pensavi fosse giusto, non starci a pensare troppo. Andare avanti è più importante che guardare indietro".
E in fondo è tutto qua, no? Andare avanti. Crescere, cambiare...
Molto new age.
Lo
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