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giovedì 16 aprile 2020

TU

A volte i momenti simbolici si celano nelle azioni più bizzarre.

Tipo: buttare nel cesso il ragù che sta andando a male perché TU hai chiuso male i barattoli e TU hai cotto male e TU non sei nemmeno in grado di prenderti cura del ragù perché TU sei buono a nulla e tutta sta roba qua.

L'anzia.

Non ve la auguro.

Lore

giovedì 20 settembre 2018

La normatività

Vu mi ha fatto venire in mente un concetto importante, oggi.
L'importanza, all'interno della comunicazione, della sorpresa. Il che è collegato alla normatività.

Fatemi spiegare meglio.

Prendiamo un fenomeno come lo sciopero. I primi scioperi erano fortemente osteggiati dalla legge: scioperare era un atto forte, che aveva conseguenze pratiche e fortemente negative per chi scioperava, e quindi era un gesto che aveva un significato forte, e quindi delle conseguenze sulla popolazione. Non necessariamente positive, ma colpiva, faceva parlare del problema, ed alla lunga cambiava le cose.
Tanto che le condizioni dei lavoratori sono pian piano migliorate, e pian piano si è cominciato a parlare di diritto allo sciopero.

Cosa ne è rimasto oggi?
Lo sciopero è talmente abituale, talmente sovrautilizzato, che nessuno ci fa praticamente più caso. Se sentiamo di uno sciopero al TG, la nostra reazione è blanda. A meno di non avere particolare interesse per le condizioni dei lavoratori, è probabile che non capiamo nemmeno le ragioni dello sciopero, e bolliamo chi sciopera come fancazzista.

Questo è perché lo sciopero è stato "normalizzato".
Un meccanismo normale dei progressi sociali: semplificando molto, dato in un certo momento un equilibrio sociale, arriva qualcuno che rompe questo equilibrio. Le acque si agitano, ma ad un certo punto la società si riassesta su un nuovo equilibrio, che assorbe il cambiamento sociale. Dal momento in cui il cambiamento è normalizzato, nessuno si stupisce più perché è all'interno dell'equilibrio.

Il problema è che, spesso, il cambiamento non viene assorbito in toto. Guardate la variopinta scena LGBT degli anni '70, che scandalizzava i benpensanti, e guardate la situazione oggi in cui alcuni omosessuali non desideravano le unioni civili per evitare di far troppo rumore e non esser pestati per strada: l'omosessualità è stata normalizzata, nel senso che oggi va bene se sei gay, ma non devi pretendere troppi diritti perché altrimenti ostenti. Finché mimi le relazioni etero vai bene.

Che pippone... ma avevo bisogno di buttarlo giù per capire meglio anche io.

Comunque stamani, per vostra informazione, non ho voglia di fare un cazzo.

Lo

martedì 18 settembre 2018

Percezione autoavverante

Comunque nel rileggere il me stesso di qualche anno fa è pazzesco come avessi una percezione distorta del mio aspetto fisico.

Ora, non credo di essere un adone, ma definirmi orripilante mi sembra un filo esagerato. Bruttarello, toh. A volte anche quasi gnoccarello.
Sicuramente ho un gran culo. In effetti, se scorrete sotto trovate anche una foto. Gratis. In Scozia.
Ahem.

Che poi, penso, quel che ne usciva era la solita "profezia auto-avverante". Che è la dannazione maggiore di chi, come me, ha un'autostima traballante.
L'autostima ti dice che non riuscirai a fare abbastanza, o che non sei abbastanza. Quindi è come se tu ti ritrovassi a far quella cosa con un peso gigantesco da trascinare, che tenta di farti ridiscendere giù. E magari quel peso è proprio quello che finisce, alla fine, per farti davvero cadere stremato. E non finire le cose.

E quindi fallisci, alimentando la tua mancanza di autostima.

Il problema attuale è come rompere questo ciclo. Che razionalmente ho identificato, ma irrazionalmente faccio una fatica bestiale a rompere.
Per adesso, la logica che ho seguito è quella dell'allenamento. Se fai un lavoro, pian piano ti abitui a farlo e ti viene più semplice continuare a farlo. Ma questa non può essere una strada percorribile... perché comunque è na faticata. Devo anche lavorare sul peso, sul comprenderlo, sul capire come metterlo in spalla e portarlo con me.

Devo allearmi con le mie paure, e superare la vita assieme a loro :)

venerdì 18 agosto 2017

Il mondo attorno a me

A volte ho la brutta abitudine di alzare la testa dal mio complesso mondo interiore e guardare un po' il mondo attorno a me.

E vedo cose, persone, idee che passano come uragani.

Vedo tanta distruttività. Gente con la verità in mano che dà dell'idiota al prossimo, gente che condivide notizie false perché confermano le proprie idee per poi dirti che l'importante è il messaggio, gente che difende il proprio diritto ad avere un'opinione disinformata e vaga.

Tutta gente che ha una voglia di scrivere così forte da scordarsi di leggere prima.

Che poi, mettersi a discutere è un meccanismo quasi nocivo. Mettiamo che una persona scriva "tutti i terroristi sono islamici", come ho visto scrivere ad un tizio stamani.
Questa affermazione, messa là senza una documentazione a supporto, è una trappola. Perché tutti gli esseri pensanti che riconoscono la minchiata colossale insita in quelle cinque parole sono portati a rispondere, portando delle prove e della documentazione - perché un essere pensante fa questo, no?
Ecco. Caduti nella trappola. Perché, l'ho imparato sulla mia pelle, tentare di discutere portando delle prove con una persona che non fa la stessa cosa è impossibile.

Le conversazioni assumono un tono di questo tipo:
Fondamentalista anti-islamico (FAA): tutti i terroristi sono islamici!
Essere pensante (EP): ma no, guarda, questo articolo riporta di un terrorista cristiano
FAA: ma figuriamoci, quello è sicuramente un articolo scritto da voi buonisti professoroni, in realtà quello era un musulmano sotto copertura, ci stanno invadendo sti bastardi!
EP: Beh, quello era solo un esempio, di massacri fatti da cattolici ce ne sono tanti, come elencato qua e qua
FAA: Ma quelli non sono massacri fatti in nome del dio cattolico, sono fatti da cattolici!
EP: eh, appunto, non da musulmani
FAA: eh sì ma la maggior parte son fatti da musulmani!
EP: quindi esistono terroristi non islamici, al contrario di quanto dicevi all'inizio
FAA: tu continui con le chiacchiere, ma ci stanno invadendo, e grazie a voi buonisti del cazzo stanno distruggendo la nostra cultura!

Notare che, come spesso accade, FAA non ha utilizzato fonti, ha cambiato spesso il centro del discorso, ha evitato di rispondere rimanendo sempre all'attacco.

Se solo fossi capace di staccarmi mentalmente e non spenderci energie... solo, quel che mi capita di solito è incazzarmi e rimanere spompato tutto il giorno.

mercoledì 7 giugno 2017

La bestiolina

Blackie è una bestiolina stramba.
Ha vissuto alla grande per un po' di tempo, poi il mio interesse è calato. Ma a volte sento il suo verso.
Quella voce baritonale che mi dice "vieni, vieni a me, è l'ora di spogliarti".

Ora, non mi spoglierò nudo per scrivere questo post. Anche perché in ufficio potrebbero avere da ridire. Ma ho forse bisogno di scrivere, e denudarmi "mentalmente".

Che poi tanto il blog non lo caga nessuno, quindi posso anche mettere una foto del mio culo.


Ma non è del mio culo che voglio parlare.

Voglio parlare di evoluzione personale, di paure, di comunicazione. Del fatto che della comunicazione ho paura. Del fatto che ho creduto per anni che la gente mi facesse schifo, ed invece era solo una scusa per evitarla e confrontarmi.

Non che ritenga di aver sbagliato e che tutta la mia vita faccia schifo. Quello no. O, meglio, non lo credo razionalmente.
Sotto sotto, c'è sempre una vocina che mi ripete costantemente che ho sbagliato tutto, che finirò a morire solo e dimenticato.
Forse quello che è cambiato, in fondo, è proprio l'averla riconosciuta. Ho visto quella delusione, quella rabbia contro me stesso. E, per la prima volta in vita mia, mi sono perdonato.

Oh, perdonato non nel senso "ma sì, sei un bravo ragazzo, hai fatto bene". Perdonato nel senso "Hai fatto quello che pensavi fosse giusto, non starci a pensare troppo. Andare avanti è più importante che guardare indietro".

E in fondo è tutto qua, no? Andare avanti. Crescere, cambiare...

Molto new age.

Lo

lunedì 27 maggio 2013

Due discorsi scollegati

Forse quello che mi fa più paura di una relazione seria è il fatto che alcune delle cose che sognavi di fare prima o poi nella vita svaniscono. Provare ad avere una relazione seria significa avere tante cose nuove belle, ma anche rinunciare ad altre cose altrettanto belle. Decidere di amare qualcuno, decidere di andare fino in fondo con quella persona, significa credere fermamente che quella persona non ti farà mai rimpiangere tutto ciò di cui ti sei privato scegliendola.
E capirete che non è semplice crederlo. Con Vale non capisco bene se è effettivamente così. Con lei sto da dio, ma... forse quel che mi sembra brutto è che non ho termini di paragone, a parte Sara. E' la seconda volta che ho una relazione duratura in vita mia, credo di aver diritto ad avere dubbi.
O forse sono tutte giustificazioni vane e io sono fondamentalmente uno stronzo. Quantomeno, uno stronzo onesto.

Non so bene come posizionarmi moralmente, ecco. Posto che, anche se non mi considerassi moralmente giusto, non ritenga la soluzione morale necessariamente giusta.

E così, avendo perso la mia bussola morale, vago sperso per le mie azioni in cerca di un centro di gravità. L'esperienza si fa anche sbagliandosi, vediamo di farmela senza far male a nessuno... a parte forse me stesso, ma farsi male serve solo a crescere. Almeno così dicono.


Nel frattempo... qua a Milano, ma anche nel resto d'Italia, tutti si chiedono dove cazzo sia finita la primavera, che dicono che non ci sono più le mezze stagioni... almeno cambiate quelle intere. L'altra sera eravamo tranquilli sotto i 10. Cazzo, io dopo metà maggio non vorrei più sentir parlare nemmeno di felpe, a parte quando vado in montagna... l'altra sera ci voleva il giacchetto. Ora ha fatto due giorni di sole, ma le previsioni per il resto della settimana sono a dir poco desolanti... pioggia, pioggia, pioggia a non finire. Temporali, temperature basse... per favore, levatevi dai coglioni. Non avrei mai pensato di dirlo, ma... voglio il sole. Voglio ustionarmi sotto il sole, sudare, avere il desiderio di scorticarmi la pelle di dosso dal caldo, voglio rimpiangere la pioggia, voglio vedere l'intero creato andare a fuoco dal caldo, piuttosto che questa cazzaccio di pioggia...

Quest'ultima, drammatica, parte, era bonus e non c'entrava evidentemente un cazzo con il resto del post, ma il blog è mio e ve la pigliate. Oh >.<

Lo

giovedì 29 marzo 2012

Fare la cacca grossa

Noterete che non sto più scrivendo molto in questo blog.
A parte il fatto che la sua stesura va a sprazzi, coincidenti con la mia voglia di scrivere, è proprio che ho sulla punta della lingua un post grosso, che riguarda me stesso e che potrebbe sconvolgermi. Certi post stanno la a ristagnare anche per mesi prima di essere scritti... scriverli prima del tempo è come mangiare un frutto acerbo, non cogli i piaceri del frutto e ti togli la possibilità di mangiarlo in futuro.
Quindi no, non parlerò ora di ciò di cui voglio parlare. Non è ancora tempo, e devo ancora capirmi un po'. Oh, i post su un blog sono come una trascrizione di ciò che ti passa per la testa: prima di scriverli, devi comprendere ciò che succede. Non puoi altrimenti, non avrebbe senso, e rischi di rovinare la tua testa irrimediabilmente.

Sono troppo cauto? Beh, forse, ma il blog è mio e così sono i ritmi. Così è se vi pare.
Tiè!

Lo

giovedì 9 febbraio 2012

Un vuoto giorno pieno

Oggi ho una marea di cose da fare.
Tanto per coerenza, partiamo da ieri. Ieri ha vinto la Juve, tié, con doppietta del Pelado appena rientrato. Ma non ve ne fregherà nulla! Io però lo scrivo perché si.
Poooi c'è anche da dire che sono andato al Cai e ho fatto incetta di strumenti per la gita su ghiaccio di domenica: ho un paio di scarponi megagalattici (che forse Vitaliano mi vende per due spicci), un paio di ramponi che Vitaliano stesso ha definito troiai (ma basta che funzionino), un paio di ghette per proteggere i miei dolci piedini dalla neve e una piccozza potente con cui posso minacciare il vicinato quando pretendono di farmi abbassare la musica.
Cioè mai.

Oggi invece ho un concerto, le PROVE del concerto, un ricevimento con la Ricci e in più arriva anche mamma alle 14.15. Se non si pelasse dal freddo andrei anche a correre, ma i pinguini fuori dalla finestra me lo sconsigliano.

Pieno, direte. E allora perché continuo a sentirmi vuoto?
Lo

sabato 28 gennaio 2012

Cambio di casa

Ok, Splinder chiude e Wordpress mi ispira quanto una pedata nei coglioni. Così approdo a Blogger. Sono riuscito a ricostruire Blackie anche qua, con un aspetto sufficientemente spartano da piacermi.
Blogger mi piace di più perché boh. Non mi piace perché è legato al mio account Google e non sono anonimo come vorrei, ma sticazzi. Sti grandissimi cazzi. Se qualcuno mi legge peggio per lui, tanto non so neppure quanto scriverò. Ho ho ho!
Periodo schizofrenico ultimamente, cambio umore come una donna incinta e ho idee strane su come continuare la mia esistenza. E' come se la mia mente volesse cambiare ma senza la forza necessaria a muovere l'ancora un altro po'. Un po' come Schettino, che voleva cambiare aria.
Spero che Blackie nuovo serva a qualcosa, visto che mi ha aiutato in passato può farlo anche adesso!

Lo

domenica 20 febbraio 2011

Cosa non dire ad un universitario incazzato

Non ne ho proprio bisogno, mamma.

E' un periodo pessimo nel quale campo coi coglioni girati, facendomi giornate intere a studiare. Comincio a sentire la pressione della laurea che mi spinge indietro (perché si, più ci si avvicina più sembra lontana). Comincio a sentirmi stanco, stanco di correre e studiare, vorrei riposare la mente ma NON POSSO porco cane, perché di tempo ne ho già perso tanto.

Sento che ci sono tante cose che vorrei fare ma che comincio ad esser troppo vecchio per fare, non perché manchi lo spirito a me quanto perché manca ai miei amici. Perché a gente che non ha voglia di uscire la sera non vai certo a chiedere di fare un interrail a 28 anni... figuriamoci. Devo cominciare a metter la testa a posto e non mi sento ancora in grado di farlo. Perchè sento di non aver vissuto a pieno la gioventù, sento che mi mancano tante basi. Vorrei ritornare indietro e fare millemila cose: imparare a suonare la chitarra, iscrivermi sei anni prima al CAI... cazzo, mi sento come se finora non avessi concluso nulla, dio cane.

E con tutto questo, mi viene a dire "ricordati che c'è l'università!". Ma porco dio canaccio, me la ricordo mamma. Me la ricordo ogni fottuto giorno che cristo mette in terra, perché è la che mi tiene inchiodato. Non ho soldi, li ho spesi tutti in qualcosa che mi potesse migliorare il futuro ma sento che mi sta ammazzando il presente e che, se non mi muovo a recuperarlo, questo presente non lo recupererò mai. Non ho bisogno che mi si ricordi che esiste l'università, perché la sento tutti i giorni rodermi un pezzettino di anima.

Lo

giovedì 17 febbraio 2011

Dialogo fra me e me

Ciao Blackie.

Lo sai già che quando parto salutandoti così vuol dire che qualcosa non va, ed in effetti sono... beh, non sull'orlo delle lacrime, ma non sto certo bene.

Cos'è successo? Perché sto male? Proverò un po' a raccontartelo... forse scrivere aiuterà, che ne so, di solito aiuta e calma. Non ho voglia di seguire un ordine cronologico e neppure un ordine logico, ti avviso. Mind stream.

Il problema è che c'è un atteggiamento umano che non riesco a comprendere nè condividere. Non riesco a sopportare la gente che agisce sapendo benissimo che potrebbe far male al prossimo. O meglio, la capisco benissimo (la lingua italiana ha coniato un termine perfetto per questo atteggiamento: egoismo) e comprendo da dove si genera, ne capisco le cause, ma non riesco a capire come fa la gente a conviverci. Perché io, chiamami stupido, non riesco a convivere con l'idea di ferire un'altra persona. Neppure se se lo merita. Non ce la faccio, non ne sono capace. Riesco a farmene una ragione se mi succede di farlo involontariamente, perché non è colpa mia e... capita insomma. Ma volontariamente no.

"Roba banale!" direte. Eppure più passa il tempo più mi sembra di essere l'unico cretino che continua a seguire questo semplice principio. Perché quando vedi persone GODERE del fatto di avere due relazioni amorose contemporanee all'insaputa dei due malcapitati, e vedi tutti i tuoi amici che gli danno ragione... ti senti in qualche modo sbagliato, cominci a credere di non aver capito un cazzo e cominci a pensare che hanno ragione LORO e torto TU. O forse che loro non sono stati male, malissimo e in fondo stanno ancora male per una persona che ha fatto quel ragionamento. Io sono stato male per una persona egoista che pensava solo a se stessa, e questo spiega la mia reazione, il mio modo di fare. Io non faccio male al prossimo perché non voglio che il prossimo faccia male a me. E se sento di gente che lo fa... ma per carità, non sono io a dover giudicarla. Che facciano quello che vogliono, finché il malcapitato non sono io. Ma visto che ci sono stato male sentirne parlare è come avere un coltello incandescente che mi incide lentamente il fianco. Sono vulnerabile a questi discorsi, e me ne sono reso conto definitivamente oggi: sentire un discorso simile mi ha fottuto la giornata. Anche perché fra gli amici d'accordo c'era 12, motivo per cui probabilmente non me ne fregherà più un cazzo di lei. Fanculo anche a lei, in fondo. E fanculo alla persona che mi ha fatto star male tanti anni fa, perché è stata lei a togliermi la voglia di innamorarmi e a togliermi una buona fetta di felicità fino ad ora.

E, cari lettori... in questo post c'è tanto di me, ci sono storie che non ho mai raccontato qua dentro e che non so se ho voglia di raccontare. In fondo anche voi che leggete siete parte integrante di questo blog (altrimenti tenevo un diario in un file e vaffanculo), quindi scusate per questo discorso che è esclusivamente fra me e me, che si riferisce a cose che non sapete e che forse non saprete mai. Ne avevo bisogno per calmarmi. Spero un giorno di leggere tutto questo e riderne, ma mi sembra impossibile.

Torno a studiare.

Lo

sabato 29 gennaio 2011

La rete è libera, viva la rete

Internet è una bestia strana. Studio informatica, quindi non per vantarmi ma posso dire di conoscerla più di un utilizzatore qualunque, ho una buona idea di come funziona (anche se tante cose mi mancano, of course, visto che è complicata in una maniera assurda), e posso dirvi che è qualcosa di assolutamente affascinante. Internet è bellissima, anche se a studiarla ti rendi conto che da quanto è complessa è un miracolo che stia ancora in piedi. E poi è bella perché è libera per antonomasia: difficile da controllare, difficile da bloccare, difficile da gestire per un governo. Internet ha prodotto piccole meraviglie come WikiLeaks, che per qualche mese è stato capace di tirar bombe sulle vergogne di qualche paese che, si, erano piccole cose che forse si immaginavano già, ma costituiscono un piccolo affresco di quello che è il mondo dietro le quinte, di quel che c'è dietro ciò che ti presentano e ti fanno vedere.

Proprio per questo internet è anche pericolosa. Perché essendo difficilmente controllabile può essere utilizzata per scopi illeciti: pedofilia, terrorismo. Se vuoi nascondere qualcosa sulla rete puoi farlo in cinquecento maniere diverse, e sarà molto difficile che ti sgamino.

Ed è difficile gestire una potenza del genere. Ho letto adesso la notizia che, in seguito alla rivoluzione in Egitto il governo ha tagliato di netto la rete. Come si fa a tagliare la rete? Beh, Internet la potete vedere come un gigantesco albero: per semplicità, potremmo vedere il mondo come tronco, dal quale si dirama un grosso ramo per ogni continente, rami che si dividono in rami più piccoli, uno per ogni stato, e così via con regioni, province e comuni fino agli utenti finali che sono le foglie. Noi utenti siamo foglie, così come lo sono i computer sui quali girano i siti internet. Agli snodi dei rami si trovano oggetti chiamati router, che prendono i messaggi inviati lungo l'albero e fanno in modo che arrivino al destinatario.

Immaginate di segare via tutti i router del ramo dell'Egitto: le foglie non sono più connesse al resto dell'albero e l'Egitto è di fatto tagliato fuori dalla rete. Non è possibile controllare Internet, ma è più che semplice cancellarla, eliminarla. E questa, signori miei, è una minaccia. Perché Internet è una delle poche cose completamente libere e nostre che ci è rimasta: i signori al governo (destra, sinistra, centro e compagnia bella) in tutte le nazioni vogliono castrarla. Praticamente in tutti gli stati europei, con la scusa del terrorismo e della pedofilia, sono in studio leggi che vanno ben oltre la prevenzione di questi due mali della società: vogliono controllare l'informazione, vogliono ingabbiare la rete. Stateci attenti.

sabato 22 gennaio 2011

Ho bisogno d'amore per Dio...

perché un po' male lo sto di già. No, non capite male, cari bambini che state leggendo. Non sono giù come due anni fa, non mi lamento, ma questo non vuol dire che stia bene. Perché non è vero che o stai bene o stai male, puoi anche essere in una delle infinite combinazioni in mezzo... può capitarti di stare benissimo ma avere la cosina che ti preoccupa, o di stare male ma riuscire a sorridere.



Capiamoci, io non sono mai stato veramente male: la gente che sta *veramente* male non ne esce da sola così come se nulla fosse, mentre io son riuscito a uscire dal pantano nel quale mi ero gettato senza ossa rotte, senza aiuti, senza neppure una scalfittura (solo irrimediabilmente cambiato ma quello, sapete, si chiama crescere). Però... ora non sto bene. Ho bisogno d'amore per Dio, è il tassello che mi manca, quella ciliegina che farebbe diventare la torta della mia vita ottima piuttosto che mangiabile.



Il brutto è che mi rendo conto che, porca puttana, è difficilissimo innamorarsi! Perché non è che un giorno ti svegli e decidi di innamorarti... è una cosa difficile, soprattutto perché io ho gusti e caratteristiche abbastanza particolari. Io non mi innamoro facilmente e, per come sono fatto, le ragazze tendono ad innamorarsi poco di me per via del fatto che istintivamente sono diffidente, mostro molto più gli artigli che quello che c'è sotto. E' anche sul mio carattere infatti che sto cercando di lavorare, oltre che sul convincermi che non devo PRIMA innamorarmi e POI provarci con la ragazza di cui mi sono innamorato.



O forse semplicemente mi faccio troppe seghe mentali, devo smetterla di riflettere e lasciarmi andare all'istinto. Ma è una strada che non mi piace e probabilmente mi snaturerebbe troppo... la soluzione per riuscire a star bene non è distruggere la propria personalità.



Dopo questo discorso noioso ma clamorosamente senza piagnistei o disperazione aleggiante, vi lascio e vado a nanna. La sveglia è puntata, quindi domattina non dovrei rischiare fail clamorosi... buonanotte blackie e buonanotte miei cari lettori! (ma come sono bravo! ma come sono profescional!)



Lo!

martedì 20 ottobre 2009

Cercasi strade nuove...

Le vecchie strade ormai le ho battute, credo, tutte. Ho spulciato la mia vita a fondo, a partire dal tagliare i capelli per proseguire in un processo di cambiamento abbastanza radicale. Sono partito dal muovermi con la laurea, ho continuato provando a rimanere rilassato per un'estate, adesso provo a fare il secchione essendo più casinaio di prima. Sto cercando di essere tutto: uno studente modello, un folle che va a giro ad ubriacarsi, pur non riuscendo (e vorrei ben vedere) ad essere contemporaneamente entrambi.

Ma non è abbastanza. Voglio provare ad essere ancora qualcos'altro, voglio provare ad essere tutto ed il contrario di tutto... perché quando non sai bene cosa tu sia esattamente, l'unica strada battibile rimane il PROVARE AD ESSERE TUTTO, ed alla fine scegliersi il vestito migliore e con cui ci si trova meglio.

Lo 

domenica 5 aprile 2009

In questo fottuto pianeta...

Ha ha! Altro sabato sera, altro post deprimente offerto dalla casa! Ancora una volta sull'orlo delle lacrime, ancora una volta senza piangere signori. Stavolta senza neppure bisogno di ubriacarmi... reduce da una serata piuttosto buona ma con "una macchia", e reduce da una canzone che non ha placato il mare in tempesta che è il mio animo in questo momento. Anzi, lo ha aizzato.



Questa musica sarebbe capace di smuovere le montagne... troppo bella. Comunque non è di questo che volevo parlare...
Senza entrare troppo nel dettaglio... ma quanto è banale l'umanità? Sarò forse sfortunato io? Eppure trovo sempre persone tutte uguali. Anzi, riesco persino a prevedere il carattere di una persona solo guardandola... e la gran parte delle volte ci azzecco, a parte piccoli dettagli. O sono io un genio (improbabile) o sto mondo è fottutamente prevedibile. Sai già cosa aspettarti (poco, pochissimo) dalle persone, sai già che se non rientri in tali stereotipi non arriveranno mai ad accettarti in pieno. Si, potranno sopportarti, ma non ti capiranno mai. Non scaveranno mai nel tuo animo.
Io sono strano, questo è un fatto. Ma non ho ancora trovato nessuno (NESSUNO) che mi abbia mai chiesto perché lo sono. Nessuno probabilmente che se lo sia mai chiesto... forse perché trovano la mia diversità come una specie di malattia. Non so, non ho la pretesa di dire che io sono "giusto" e gli altri "sbagliati", ma neppure mi piace essere visto come "sbagliato" solo perché ho una maniera di agire, pensare, comportarmi diversa dal resto del mondo. Perché non credo sia solo l'aspetto fisico carente a fregare le mie opportunità di piacere al resto dell'universo... credo sia proprio l'insieme. Io sono differente dal mondo, c'è poco da fare. Ho altre necessità, ho altri obiettivi, ho altri modi di pensare.
Ma se io lo accetto, come mai nessun altro riesce a farlo?

Ok, forse sono un po' confuso. Non so neppure io cosa pensare. Ho scritto sto post di getto e come al solito mi chiedo se si capisca qualcosa di quel che ho scritto... ma mi rifiuto di rileggere. Rileggere in questi casi mi porterebbe a correggere o cancellare parti che il mio istinto reputa importanti...
Ora smetto prima di far danni. Ho paura a pensare a cosa sarà rileggere domattina questo mio manoscritto. Ma tanto pare che del mio blog non gliene freghi più nulla a nessuno quindi... tanto vale scriverci spazzatura.

Dio caro come so pessimista... chiudo con una domanda seria (se mai qualcuno arriverà qua senza stufarsi".

COME CAZZO SI RITROVA L'OTTIMISMO E LA FIDUCIA IN SE STESSI E SI SMETTE DI AVER PAURA?

Lo

giovedì 19 marzo 2009

Odio odio odio

Ma quanto mi snerva quando non funziona NIENTE... perché ci so quelle giornate che non esiste nulla che va bene. Vuoi vederti Lost e non lo scarica in fretta. Vuoi fare qualcosa e non riesci a farla. Vuoi vedere qualcosa su internet e non funziona. Vuoi vedere la tv e la tv non funziona. Ma madonna santa, qualcosa che funziona ci sarà a sto cazzo di mondo? Perché io non riesco a trovare niente di niente di niente, non funziona un cazzo, quando vuoi far qualcosa ti va male, non funziona niente NIENTE.
E non è certo sbatacchiando i poveri tasti della tastiera che otterrò qualcosa.

Meno male che l'unica cosa che funziona ancora è sto cazzo di cervello e, soprattutto, sto benedetto senso dell'umorismo che, ne sono sempre più convinto, è l'unico appiglio che ho verso la realtà e la vita. E' un appiglio fortissimo per fortuna, che basta e avanza per reggermi e farmi andare avanti dignitosamente... però porca puttanaccia eva morta, se qualcosina funzionasse sarebbe meglio!!!

Lo

giovedì 12 febbraio 2009

Depression

Ma quanto è brutto dare consigli sull'amore ad una ragazza che, in fondo, un pochino ti piace?
Lo

lunedì 19 gennaio 2009

anticipazione

Oggi pomeriggio vedo di spiegarvi perche' mi stanno girando i coglioni... tanto tanto tanto tanto tanto...

Io odio questo tirocinio.

Lo