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martedì 2 ottobre 2018

Il trampolino

Mi ricordo di un cartone di Wile E. Coyote in cui il coyote, ad un certo punto, doveva usare una catapulta per uccidere il Road Runner.

La catapulta ovviamente maltratta il povero coyote e gli fa male in svariate maniere.

Ad un certo punto, il coyote tenta di attivarla, ma il masso rimane fermo. Il coyote tenta di avvicinarsi al masso, tentando di far partire la catapulta, ma questa non parte. Alla fine sale sul sasso e tenta di smuoverlo. Il sasso parte, ed il coyote non se ne accorge nemmeno per qualche minuto, prima di schiantarsi contro una parete. Nel video, la sequenza parte al trentaseiesimo secondo.

Guardatela perché è fantastica.


Ecco, tralasciando la parte delo schiantarsi contro una parete... un po' è come mi sento. In questo momento mi sento lì lì per partire su un razzo verso la luna. Sento quella congiunzione astrale di eventi che mi porta ad avere tante occasioni. Eppure mi sento ancora là, con tanta energia potenziale ma non ancora partito.
E ho il dubbio invece di essere per aria senza accorgermene.

Ma quanto sarà bello godermi il panorama quando sarò veramente partito? E quanto sarà bello, avvicinandomi alla luna, usarla come fionda gravitazionale e dirigermi verso gli altri pianeti del sistema solare?

Magari il prossimo post lo scrivo da Plutone, anche se forse è un po' troppo freddino.

Lo

domenica 21 luglio 2013

Variabili

Credevo di averle settate tutte le variabili.
A volte ti senti come se avessi tutto sotto controllo. Come se potessi fare qualunque cosa e il mondo fosse tuo. Hai dato un valore ad alcune delle tue variabili che sono diventate costanti e fanno quadrare la piccola equazione della tua vita.
Ma non conti che nell'equazione della tua vita le variabili che contano non sono solo le tue. E su alcune di esse veramente non hai controllo, non sai che valori possono prendere. E possono cambiare il peso della tua equazione, scombinandola.
Oggi la mia equazione è andata a farsi fottere, per colpa di variabili non mie. L'ultima volta che è successo nel mondo della fisica, hanno scoperto la fisica quantistica che è una gran bella roba. Io mi accontenterei di ritrovare una parvenza di equilibrio. Per poi perderlo, perché l'equilibrio è noioso.

Lo

giovedì 23 giugno 2011

Cercasi salvagente

Mi sento vagamente sballottato qua e la. Ho mal di mare, e vorrei scendere, ma non posso. La vita non ha un portello con il quale uscire all'aria aperta. Devi viverla dentro, sopportare il mal di mare, aspettare che la tempesta finisca e ricostruire quel che si è distrutto. Ogni tempesta ti da l'opportunità di prendere tutto ciò che avevi fatto e ricostruirlo, migliore.

Ora sono in un periodo di tempesta, che io stesso ho prodotto. Non capitemi male: tempesta non vuol dire che sto male o cosa, l'umore è buonissimo, semplicemente ho tantissimi stimoli che mi fanno girare la testa, che distruggono le mie certezze, che impongono nuovi modi di pensare e di vedere il mondo.

Sto crescendo, mio malgrado. Ancora. Non si finisce mai di crescere, d'altra parte.

Lo

giovedì 31 marzo 2011

Metafore ganze

Mi sento come una piccola calamita attirata da un magnete dietro un muro: non riesco a spostarmi dal muro e non riesco a raggiungere il magnete.

Questa metafora è applicabile a vari ambiti.

Lo

lunedì 26 febbraio 2007

Il blog e io

Alla soglia delle mille visite, ne mancano solo cinque, mi sento di voler parlare un po' della relazione che si è instaurata fra me e il mio Blog. Una relazione di amore, paura, divertimento...



Più che altro, queste pagine sono uno spazio di svago. Uno spazio dove scrivo la prima cazzata che mi viene in mente, le considerazioni sulla giornata trascorsa, lo spazio dove racconto le mie vicende, le mie contraddizioni. Un luogo dove traspariscono le mie idee, un luogo dove posso essere me stesso. Ma a volte diventa uno spazio profondo. Ci sono alcuni post in cui cerco di analizzare cosa non sta andando in me. Ci sono post (che di solito corrispondono ad un'alzataccia la mattina) in cui viene fuori la mia amarezza, il mio pessimismo, post che in qualche modo quasi mi vergogno a scrivere. Eppure si tratta di me stesso. Ma sono cose che non direi mai ad alta voce. Il blog è l'unico posto dove riesco a dire (quasi) tutto di me. Come dire, rifacendomi alla metafora di un mesetto fa (cliccare sul tag per capire), magari non riesco a portare la gente nei sotterranei ma posso far vedere delle splendide foto. So che rovina un po' la magia della metafora, me ne rendo conto :p

Fortunatamente non sono sempre serio, anzi, riesco a non esserlo quasi mai. I miei post seri sono terribilmente noiosi da leggere, non leggeteli!!!



Per finire, qualche ringraziamento... soprattutto a tre bloggers che hanno un po' ravvivato sto spazio, guarda caso le uniche tre che hanno scritto nella tag board, ma anche quelli che magari non conosco e si divertono a leggiucchiare qua e la... mi fa sempre piacere ricevere visite!! Ora poi che pian piano mi sto abituando all'idea di diffondere il mio blog anche fra la gente che conosco magari troverò qualche commento dagli amici... anche meglio :D

Mi rimpolpate le statistiche!



Aloha!!!

Lo Rè

giovedì 25 gennaio 2007

Metafora

C'è in un luogo non meglio precisato un grande giardino. Una volta solo una parte del piccolo giardino era accessibile al pubblico, mentre il resto era del Principe, e solo lui poteva camminarci.

Poi qualcuno tradì la fiducia del Principe, e tagliò un albero. Il principe chiuse al pubblico il giardino, indignato che i visitatori avessero il coraggio di rovinare il giardino che lui tanto gentilmente gli faceva visitare. Cominciò a passare allora del tempo per rendere ancora più bello questo giardino, e coltivandolo scoprì che era bellissimo. Le piante crescevano rigogliose, e gli sembrava brutto avere tanto ben di Dio senza poterlo far vedere a nessuno. Così, pian piano, aprì al pubblico porzioni sempre più grandi, e man mano che apriva scopriva nuovi angoli che prima non conosceva neppure lui. Perchè condividere la bellezza della propria opera con gli altri contribuisce a conoscerla fino in fondo e renderla ancora più bella.

Man mano che il tempo passava, c'era talmente tanta gente nel giardino che, anche se solo uno rovinava una pianta, gli altri erano pronti a ripararla e a medicarla.



Il giardino era molto rigoglioso, e alcuni punti erano leggermente meno accessibili di altri. Poca gente amava avventurarsi in quei posti: i più tendevano ad aggirarsi nei viali, dove si sentivano sicuri, senza andare a cercare i luoghi più nascosti. In uno di questi luoghi c'era una casa, di medie dimensioni. La casa aveva un'aria trasandata, ma elegante: era bassa con i muri di pietra, ricoperti di edera. Per quanto sembrasse strano, si armonizzava benissimo con il paesaggio. Chiunque poteva raggiungere la casa, se aveva la volontà di cercarla. Ma la porta della casa era chiusa, e l'unico che aveva la chiave era il Principe. Il Principe era l'unico che sapeva cosa ci fosse la dentro. Per molto tempo, nessuno entrò nella casa, neppure lui. Ma un giorno, il Principe decise di affrontare la casa e il suo contenuto assieme ad un'altra persona, e la portò a visitarla.



La casa all'interno era a dire il vero piuttosto spoglia. Sembrava non ci fosse nulla di interessante, era quasi più interessante quel che c'era fuori... ma il Principe sapeva che in un angolo c'era una botola nascosta, che portava nei sotterranei. Là erano nascosti i veri segreti della casa, e neppure il Principe sa ancora esattamente cosa ci sia e da quanto sia la. Portò la persona a fare un giro, ma un po' per paura un po' per vergogna non le fece vedere quasi nulla. Alla fine, un po' per colpa dell'uno un po' per colpa dell'altra, la persona lasciò la casa, e tornò nel giardino. Il Principe però aveva superato l'ostacolo: ormai era dentro, e da allora ogni giorno vi si reca, cercando di trovare qualcos'altro. E, cosa più importante, cercando qualcuno per fargliela visitare.



Lorenzo





nota: questo post può sembrare senza senso. Vi assicuro che di senso ne ha, anche troppo... un senso triste, malinconico, eppure di speranza. Eh, si. Ultimamente sto quasi diventando serio..