Blackie è una bestiolina stramba.
Ha vissuto alla grande per un po' di tempo, poi il mio interesse è calato. Ma a volte sento il suo verso.
Quella voce baritonale che mi dice "vieni, vieni a me, è l'ora di spogliarti".
Ora, non mi spoglierò nudo per scrivere questo post. Anche perché in ufficio potrebbero avere da ridire. Ma ho forse bisogno di scrivere, e denudarmi "mentalmente".
Che poi tanto il blog non lo caga nessuno, quindi posso anche mettere una foto del mio culo.
Ma non è del mio culo che voglio parlare.
Voglio parlare di evoluzione personale, di paure, di comunicazione. Del fatto che della comunicazione ho paura. Del fatto che ho creduto per anni che la gente mi facesse schifo, ed invece era solo una scusa per evitarla e confrontarmi.
Non che ritenga di aver sbagliato e che tutta la mia vita faccia schifo. Quello no. O, meglio, non lo credo razionalmente.
Sotto sotto, c'è sempre una vocina che mi ripete costantemente che ho sbagliato tutto, che finirò a morire solo e dimenticato.
Forse quello che è cambiato, in fondo, è proprio l'averla riconosciuta. Ho visto quella delusione, quella rabbia contro me stesso. E, per la prima volta in vita mia, mi sono perdonato.
Oh, perdonato non nel senso "ma sì, sei un bravo ragazzo, hai fatto bene". Perdonato nel senso "Hai fatto quello che pensavi fosse giusto, non starci a pensare troppo. Andare avanti è più importante che guardare indietro".
E in fondo è tutto qua, no? Andare avanti. Crescere, cambiare...
Molto new age.
Lo
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mercoledì 7 giugno 2017
lunedì 20 febbraio 2012
Pictures
Fin dalla prima casa ho una collezione di foto che amo attaccare al muro. Le chiamo "muro dei ricordi": son foto che mi ricordano momenti, persone...
Per vari motivi non le ho ancora attaccate in questa casa... oggi ho deciso di cominciare un processo di smaltimento di alcune foto rovinate o vecchie, e mi son fatto alcuni tuffi in vari ricordi.
La foto di Annie, un'amica svizzera che è morta qualche mese fa per un cancro.
La foto di un amico che una sera è uscito con noi, era piuttosto depresso e gli abbiamo fatto due foto a distanza di cinque minuti in cui lui era nella stessa identica posizione, seduto con gli occhi bassi.
La foto della prima volta che ho cantato dal vivo davanti ad un pubblico.
La foto di mio nonno, che ci ha lasciati sei anni fa. E' rovinata ma col cazzo che la butto.
Le foto delle cazzate che facevamo in casa qualche anno fa con le coinquiline.
Le foto dei miei fantastici cani, gatti e bestie varie.
Le foto delle mitiche capanne nel bosco dove festeggiavo i miei compleanni da adolescente, i quali finivano sempre con quantità epiche di alcolici.
Le foto dei concerti.
La foto di quando abbiamo vinto il palio del paese (gare con barche a remi), con il povero timoniere che è morto un paio di anni dopo.
La foto di quella volta che il 1 maggio abbiamo riassettato il baretto sulla spiaggia (che era ovviamente chiuso) e giocavamo a dire che era il nostro villaggio turistico.
La foto della prima volta che cercavamo inutilmente di entrare nella prima casa che ho avuto qua a Pisa, litigando con la serratura rotta.
Ricordi belli, brutti, malinconici. Ricordi. Perché le foto servono a questo, no?
Lo
sabato 16 aprile 2011
Momenti di vita
Sottopassaggio della stazione di Pisa. Una coppia scende le scale del binario 1. Lei a lui "Moviti, che il treno è in ritardo!". Lui a lei risponde con un gentile "non rompere i coglioni". Lei continua a sbraitare e lui risponde con un rutto.
Vi volevo rendere partecipi di questo angolino di vita. Quantomeno bizzarro, direi XD
Lo
Vi volevo rendere partecipi di questo angolino di vita. Quantomeno bizzarro, direi XD
Lo
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