E la vita prosegue.
Sono sempre assieme a Vale, ho sempre voglia di libbertà (con due B perché suona più bimbominkia) che per inciso mi viene concessa in pieno, sto sempre lavorando in un luogo nel quale mi trovo bene "umanamente" ma che mi castra la voglia di programmare, ho sempre i miei piccoli dubbi e le mie non-troppo-piccole domande, ho sempre (anzi, forse un po' di più) voglia di montagna, ho sempre più capelli.
E ho un progetto: mettermi in proprio.
Premetto che, per quanto riguarda il campo dell'informatica, la crisi si sente relativamente. E' un campo in espansione, pieno di offerte ed opportunità. L'idea, per adesso solo un'idea e non un obiettivo ma da questo si parte, è di fare fondamentalmente quel che fa Vale: aprire partita IVA e cominciare a lavorare da solo. Non dover più dipendere dal lavoro di idioti, non dover più avere capi che ti fanno lavorare male, metter mano solo io al mio codice, riuscire a ricominciare a programmare anche per piacere e non solo per metter su soldi.
Per iniziare, probabilmente comincerò a prendere piccoli progetti da portare avanti durante il weekend, in modo da farmi le ossa e cominciare a farmi un nome. Quando mi sentirò pronto a decollare, aspetterò ancora qualche mese per essere sicuro e poi... beh, salto nel buio.
O almeno, questo è quel che sogno. Poi dovrò fare i conti con la realtà, quello si, ma saprò contrattare bene :)
Lo
mercoledì 19 giugno 2013
lunedì 27 maggio 2013
Due discorsi scollegati
Forse quello che mi fa più paura di una relazione seria è il fatto che alcune delle cose che sognavi di fare prima o poi nella vita svaniscono. Provare ad avere una relazione seria significa avere tante cose nuove belle, ma anche rinunciare ad altre cose altrettanto belle. Decidere di amare qualcuno, decidere di andare fino in fondo con quella persona, significa credere fermamente che quella persona non ti farà mai rimpiangere tutto ciò di cui ti sei privato scegliendola.
E capirete che non è semplice crederlo. Con Vale non capisco bene se è effettivamente così. Con lei sto da dio, ma... forse quel che mi sembra brutto è che non ho termini di paragone, a parte Sara. E' la seconda volta che ho una relazione duratura in vita mia, credo di aver diritto ad avere dubbi.
O forse sono tutte giustificazioni vane e io sono fondamentalmente uno stronzo. Quantomeno, uno stronzo onesto.
Non so bene come posizionarmi moralmente, ecco. Posto che, anche se non mi considerassi moralmente giusto, non ritenga la soluzione morale necessariamente giusta.
E così, avendo perso la mia bussola morale, vago sperso per le mie azioni in cerca di un centro di gravità. L'esperienza si fa anche sbagliandosi, vediamo di farmela senza far male a nessuno... a parte forse me stesso, ma farsi male serve solo a crescere. Almeno così dicono.
Nel frattempo... qua a Milano, ma anche nel resto d'Italia, tutti si chiedono dove cazzo sia finita la primavera, che dicono che non ci sono più le mezze stagioni... almeno cambiate quelle intere. L'altra sera eravamo tranquilli sotto i 10. Cazzo, io dopo metà maggio non vorrei più sentir parlare nemmeno di felpe, a parte quando vado in montagna... l'altra sera ci voleva il giacchetto. Ora ha fatto due giorni di sole, ma le previsioni per il resto della settimana sono a dir poco desolanti... pioggia, pioggia, pioggia a non finire. Temporali, temperature basse... per favore, levatevi dai coglioni. Non avrei mai pensato di dirlo, ma... voglio il sole. Voglio ustionarmi sotto il sole, sudare, avere il desiderio di scorticarmi la pelle di dosso dal caldo, voglio rimpiangere la pioggia, voglio vedere l'intero creato andare a fuoco dal caldo, piuttosto che questa cazzaccio di pioggia...
Quest'ultima, drammatica, parte, era bonus e non c'entrava evidentemente un cazzo con il resto del post, ma il blog è mio e ve la pigliate. Oh >.<
Lo
E capirete che non è semplice crederlo. Con Vale non capisco bene se è effettivamente così. Con lei sto da dio, ma... forse quel che mi sembra brutto è che non ho termini di paragone, a parte Sara. E' la seconda volta che ho una relazione duratura in vita mia, credo di aver diritto ad avere dubbi.
O forse sono tutte giustificazioni vane e io sono fondamentalmente uno stronzo. Quantomeno, uno stronzo onesto.
Non so bene come posizionarmi moralmente, ecco. Posto che, anche se non mi considerassi moralmente giusto, non ritenga la soluzione morale necessariamente giusta.
E così, avendo perso la mia bussola morale, vago sperso per le mie azioni in cerca di un centro di gravità. L'esperienza si fa anche sbagliandosi, vediamo di farmela senza far male a nessuno... a parte forse me stesso, ma farsi male serve solo a crescere. Almeno così dicono.
Nel frattempo... qua a Milano, ma anche nel resto d'Italia, tutti si chiedono dove cazzo sia finita la primavera, che dicono che non ci sono più le mezze stagioni... almeno cambiate quelle intere. L'altra sera eravamo tranquilli sotto i 10. Cazzo, io dopo metà maggio non vorrei più sentir parlare nemmeno di felpe, a parte quando vado in montagna... l'altra sera ci voleva il giacchetto. Ora ha fatto due giorni di sole, ma le previsioni per il resto della settimana sono a dir poco desolanti... pioggia, pioggia, pioggia a non finire. Temporali, temperature basse... per favore, levatevi dai coglioni. Non avrei mai pensato di dirlo, ma... voglio il sole. Voglio ustionarmi sotto il sole, sudare, avere il desiderio di scorticarmi la pelle di dosso dal caldo, voglio rimpiangere la pioggia, voglio vedere l'intero creato andare a fuoco dal caldo, piuttosto che questa cazzaccio di pioggia...
Quest'ultima, drammatica, parte, era bonus e non c'entrava evidentemente un cazzo con il resto del post, ma il blog è mio e ve la pigliate. Oh >.<
Lo
mercoledì 22 maggio 2013
The Ocean - Pelagial
Musica, arte... cosa sono i The Ocean poco importa. So solo che hanno scritto uno degli album più belli che abbia sentito negli ultimi 3-4 anni.
Pelagial è, come sempre quando parliamo dei The Ocean, un concept album, cioè un disco con un tema comune. Il tema è metaforico: la storia è quella di una persona che, in un batiscafo, si lascia cadere nelle profondità oceaniche fino a toccare il fondo, a simboleggiare una "caduta" sul fondo dell'animo umano, sempre più oppresso dal peso dei propri pensieri e dei propri sogni.
La discesa è resa ottimamente sia dal punto di vista lirico (i testi si fanno via via più cupi, intimistici, opprimenti ed ermetici) che musicale: se i primi brani si muovono su tonalità tendenti al maggiore, su una vocalità prevalentemente pulita e su tempi più veloci e movimentati, via via che ci si avvicina alla fine dell'album i ritmi rallentano e il buon Loic Rossetti graffia la propria voce esibendo un growl/scream sempre più lancinante e sofferto. Emblematico il finale, che propone il tema sempre più lento, rallentato, greve.
Pelagial è, come sempre quando parliamo dei The Ocean, un concept album, cioè un disco con un tema comune. Il tema è metaforico: la storia è quella di una persona che, in un batiscafo, si lascia cadere nelle profondità oceaniche fino a toccare il fondo, a simboleggiare una "caduta" sul fondo dell'animo umano, sempre più oppresso dal peso dei propri pensieri e dei propri sogni.
La discesa è resa ottimamente sia dal punto di vista lirico (i testi si fanno via via più cupi, intimistici, opprimenti ed ermetici) che musicale: se i primi brani si muovono su tonalità tendenti al maggiore, su una vocalità prevalentemente pulita e su tempi più veloci e movimentati, via via che ci si avvicina alla fine dell'album i ritmi rallentano e il buon Loic Rossetti graffia la propria voce esibendo un growl/scream sempre più lancinante e sofferto. Emblematico il finale, che propone il tema sempre più lento, rallentato, greve.
We are now on the threshold.
Hold your breath and close your eyes.
This is what you have been hoping
And waiting for all your life.
But don't have any illusions:
I will not forgive you.
And the worst thing is
That you won't ever forgive yourself for this.
There's no one here.
No one can harm them here.
Oh, God...
Certo, non è musica per tutti. E' musica pesante, difficile, assolutamente non immediata né "amichevole", anzi direi che si presenta piuttosto ostica. E non tutti amano provare emozioni negative quando ascoltano musica. Ma se vi piace il Metallo e volete provare qualcosa di diverso... beh, provate a spegnere la luce, mettere in cuffia questo capolavoro ed immaginare di scendere giù nelle profondità oceaniche, fino a toccare il fondo. Non tornerete in superficie facilmente.
Come ascolto bonus, vi metto la meravigliosa The Wish in Dreams (forse la più pesante dell'album)
A questo link trovate tutti i testi, compreso quello del pezzo qua sopra.
Lo
lunedì 20 maggio 2013
Lati
[Questa è la bozza di un post che avevo scritto a novembre circa. Le ultime righe, ad esempio, oggi mi suonano come un campanello d'allarme che, allora, non ho ascoltato]
Da un lato c'è il fatto che, diciamocelo, non sono mai stato così contento. Mi piace stare con lei, mi piace persino battibeccare un po', mi piace la maniera in cui sorride, la sua apertura mentale nel confrontarsi con qualcuno di così diverso come me (ha la mia stessa attitudine a cercare di apprendere qualcosa dalle opinioni contrarie piuttosto che contrastarle ciecamente).
Dall'altro c'è la paura che stia accettando tutto troppo facilmente. Capitemi: io non sono mai stato innamorato. Ora mi sembra tutto così semplice... ma non avendo termini di paragone, non so dire se lei è la persona giusta o se c'è qualcosa di meglio. E non vorrei diventare troppo dipendente da lei da arrivare ad accontentarmi di un'approssimazione della ragazza che vorrei piuttosto che cercare la donna della mia vita.
Non capite male, non c'è nulla che a tutt'oggi vada male fra di noi, anzi... Si, abbiamo qualche piccola difficoltà di comunicazione a volte, derivata probabilmente dal fatto che entrambi abbiamo
[Se c'è difficoltà nel comunicare, allora c'è difficoltà nel superare le divergenze. Se tra l'altro le divergenze sono parecchie, non può veramente funzionare una storia perché finirai sempre per accumulare problemi e non risolverli, fino a che la relazione non scoppia. Ma ero ancora troppo ingenuo per capirlo... Fortunatamente ce ne siam resi conto in tempo, prima che facesse troppo male troncare]
Da un lato c'è il fatto che, diciamocelo, non sono mai stato così contento. Mi piace stare con lei, mi piace persino battibeccare un po', mi piace la maniera in cui sorride, la sua apertura mentale nel confrontarsi con qualcuno di così diverso come me (ha la mia stessa attitudine a cercare di apprendere qualcosa dalle opinioni contrarie piuttosto che contrastarle ciecamente).
Dall'altro c'è la paura che stia accettando tutto troppo facilmente. Capitemi: io non sono mai stato innamorato. Ora mi sembra tutto così semplice... ma non avendo termini di paragone, non so dire se lei è la persona giusta o se c'è qualcosa di meglio. E non vorrei diventare troppo dipendente da lei da arrivare ad accontentarmi di un'approssimazione della ragazza che vorrei piuttosto che cercare la donna della mia vita.
Non capite male, non c'è nulla che a tutt'oggi vada male fra di noi, anzi... Si, abbiamo qualche piccola difficoltà di comunicazione a volte, derivata probabilmente dal fatto che entrambi abbiamo
[Se c'è difficoltà nel comunicare, allora c'è difficoltà nel superare le divergenze. Se tra l'altro le divergenze sono parecchie, non può veramente funzionare una storia perché finirai sempre per accumulare problemi e non risolverli, fino a che la relazione non scoppia. Ma ero ancora troppo ingenuo per capirlo... Fortunatamente ce ne siam resi conto in tempo, prima che facesse troppo male troncare]
It's a long way...
Questo post conterrà informazioni casuali, visto che non so cosa sto andando a scrivere.
D'altra parte, dovrei essere già sotto la doccia per andare al lavoro, ma tant'è. In questo periodo devo riabituarmi a scrivere, a parlare, perché mettere per iscritto i propri pensieri aiuta a riordinarli. Devi aver chiaro cosa vuoi scrivere se vuoi scriverlo, no? E se lo scrivi, puoi rileggerlo. La mente è complessa, e non sempre riesce ad auto-diagnosticarsi.
Se guardate la mia auto-descrizione, faccio un'arguta metafora. Ne ho di migliori, giuro, in una c'entra addirittura la via lattea. Ma mettetevi in testa questa metafora. Ecco, per me leggere i miei post è come osservare una foto, di qualità non ottima ma nemmeno pessima, della casa in cui abito. Non è la realtà, ma ne è come se vedessi una rappresentazione esterna della mia personalità. Leggermi è come guardarmi da fuori: a volte riesco a comprendere cose che non riesco a cogliere da dentro. So che sembra strambo: se le scrivo IO, è ovvio che so cosa scrivo. No, invece no, non è per niente ovvio. Ci son pensieri che si nascondono, pensieri che bussano di notte alle tegole del tetto sopra il mio letto (che fa rima) che magari non vedo da dentro ma che posso cogliere di sfuggita nella foto. E se li colgo, so cosa sono e posso affrontarli, o diventarci amico magari :)
Anche perché, vi giuro, in questo periodo sono una contraddizione vivente, e questo è emblema del fatto che non so letteralmente cosa sto cercando. Ho una storia con una ragazza che forse amo, ma allo stesso tempo so benissimo che in caso di tentazioni esterne potrei non essere in grado di esserle fedele. E son qua sospeso fra l'idea che si, io voglio stare con lei, e l'idea che potrei farle seriamente male e perderla. Ma potrei perderla anche aspettando.
L'unica maniera che ho trovato per risolvere la situazione è spiegargliela con parole chiare. Sa bene cosa penso e provo, lo accetta e in una certa misura lo capisce. Cosa che, per inciso, ha contribuito a farmela piacere ancora di più. Abbiamo fatto la promessa reciproca di raccontarci cosa ci passa per la mente quando necessario, e per ora... beh, viviamo la nostra storia senza stress. Non sentiamo di avere obblighi l'uno verso l'altra, e quindi sappiamo che se ci vediamo è solo per il piacere di vederci. So che anche lei prova qualcosa che non sa bene cosa sia, ed andiamo avanti così a provare a vedere se un giorno riusciremo a diventare adulti, cosa dannatamente più difficile di quanto sembra.
Ci tengo a dire che questi pensieri vi potrebbero sembrare disordinati tentativi di giustificare la mia condotta da quindicenne dell'ultimo periodo, ed in effetti potrebbero esserlo. Ma per diventare ventisettenne devi anche passare dai quindici, e io forse quella fermata, con Sara, l'avevo saltata. It's a long way to the top, if you wanna grow up :D
(sopportatemi)
Lorenzo
D'altra parte, dovrei essere già sotto la doccia per andare al lavoro, ma tant'è. In questo periodo devo riabituarmi a scrivere, a parlare, perché mettere per iscritto i propri pensieri aiuta a riordinarli. Devi aver chiaro cosa vuoi scrivere se vuoi scriverlo, no? E se lo scrivi, puoi rileggerlo. La mente è complessa, e non sempre riesce ad auto-diagnosticarsi.
Se guardate la mia auto-descrizione, faccio un'arguta metafora. Ne ho di migliori, giuro, in una c'entra addirittura la via lattea. Ma mettetevi in testa questa metafora. Ecco, per me leggere i miei post è come osservare una foto, di qualità non ottima ma nemmeno pessima, della casa in cui abito. Non è la realtà, ma ne è come se vedessi una rappresentazione esterna della mia personalità. Leggermi è come guardarmi da fuori: a volte riesco a comprendere cose che non riesco a cogliere da dentro. So che sembra strambo: se le scrivo IO, è ovvio che so cosa scrivo. No, invece no, non è per niente ovvio. Ci son pensieri che si nascondono, pensieri che bussano di notte alle tegole del tetto sopra il mio letto (che fa rima) che magari non vedo da dentro ma che posso cogliere di sfuggita nella foto. E se li colgo, so cosa sono e posso affrontarli, o diventarci amico magari :)
Anche perché, vi giuro, in questo periodo sono una contraddizione vivente, e questo è emblema del fatto che non so letteralmente cosa sto cercando. Ho una storia con una ragazza che forse amo, ma allo stesso tempo so benissimo che in caso di tentazioni esterne potrei non essere in grado di esserle fedele. E son qua sospeso fra l'idea che si, io voglio stare con lei, e l'idea che potrei farle seriamente male e perderla. Ma potrei perderla anche aspettando.
L'unica maniera che ho trovato per risolvere la situazione è spiegargliela con parole chiare. Sa bene cosa penso e provo, lo accetta e in una certa misura lo capisce. Cosa che, per inciso, ha contribuito a farmela piacere ancora di più. Abbiamo fatto la promessa reciproca di raccontarci cosa ci passa per la mente quando necessario, e per ora... beh, viviamo la nostra storia senza stress. Non sentiamo di avere obblighi l'uno verso l'altra, e quindi sappiamo che se ci vediamo è solo per il piacere di vederci. So che anche lei prova qualcosa che non sa bene cosa sia, ed andiamo avanti così a provare a vedere se un giorno riusciremo a diventare adulti, cosa dannatamente più difficile di quanto sembra.
Ci tengo a dire che questi pensieri vi potrebbero sembrare disordinati tentativi di giustificare la mia condotta da quindicenne dell'ultimo periodo, ed in effetti potrebbero esserlo. Ma per diventare ventisettenne devi anche passare dai quindici, e io forse quella fermata, con Sara, l'avevo saltata. It's a long way to the top, if you wanna grow up :D
(sopportatemi)
Lorenzo
lunedì 13 maggio 2013
Casino
Oh cazzo, devo riordinare le idee.
Ottobre-Maggio. Sei mesi di vuoto nel blog e di pieno nella vita, rivoluzioni, cambiamenti, tempeste con il risultato che
a) non mi ci raccapezzo più
b) mi sento fottutamente VIVO
Scordatevi la mia vita com'era qualche mese fa, da tenero fanciullo innamorato. La storia con Sara è stata come un razzo di quelli che si scoppiano a Capodanno: è bruciata velocemente, intensamente, ha lasciato il segno, ma alla fine si è risolta in fumo. E' stata probabilmente la cosa più importante che abbia fatto in 27 anni di vita, comunque. Sara in sei mesi ha rivoluzionato tutto, mi ha fatto capire cosa mi manca per crescere, mi ha fatto capire cos'è il prendersi responsabilità e mi ha fatto capire che non conviene far passi più lunghi della gamba. Sto imparando a dosare e comprendere le proprie emozioni, i segnali che mi da la mia mente. Ho imparato ad essere sincero con me stesso. E ho capito che, a 27 anni suonati, probabilmente non sono ancora pronto per una storia seria. Non ne ho la mentalità. I sei mesi con Sara, per quanto lei fosse tutt'altro che possessiva, li ho vissuti (e me ne rendo conto a posteriori) come un animale in gabbia, finalmente convinto delle proprie potenzialità ma incapace di utilizzarle. Non ero felice, mi limitavo ad accontentarmi... e me ne sono accorto non appena è passato l'idillio iniziale, quando le differenze hanno cominciato a farsi sentire. Ho sentito il peso di quelle mille cose che vorrei fare ma che richiedono l'indipendenza mentale da altre persone. Ho realizzato che non avrei probabilmente mai potuto fare un road trip, che avrei presumibilmente abbandonato la montagna in quanto i weekend erano "prenotati". Eravamo arrivati a castrarci vicendevolmente.
E così, dopo aver scoperto cosa significa avere qualcuno a cui appoggiarsi, mi son ritrovato improvvisamente senza questo sostegno. E rialzandomi devo aver battuto la testa, perché ne sono uscito diverso. Ho voglia di esplodere, di espandermi, di scoprire, di impazzire. Di vivere. E poi ho voglia di trovare qualcuno che abbia la capacità di non farmi rimpiangere la libertà. Forse l'ho già trovata quella persona, chissà... ma per ora, non è ancora tempo di diventare serio. Ho tutto il tempo del mondo.
Prima devo capire cosa significa.
Lorenzo
Ottobre-Maggio. Sei mesi di vuoto nel blog e di pieno nella vita, rivoluzioni, cambiamenti, tempeste con il risultato che
a) non mi ci raccapezzo più
b) mi sento fottutamente VIVO
Scordatevi la mia vita com'era qualche mese fa, da tenero fanciullo innamorato. La storia con Sara è stata come un razzo di quelli che si scoppiano a Capodanno: è bruciata velocemente, intensamente, ha lasciato il segno, ma alla fine si è risolta in fumo. E' stata probabilmente la cosa più importante che abbia fatto in 27 anni di vita, comunque. Sara in sei mesi ha rivoluzionato tutto, mi ha fatto capire cosa mi manca per crescere, mi ha fatto capire cos'è il prendersi responsabilità e mi ha fatto capire che non conviene far passi più lunghi della gamba. Sto imparando a dosare e comprendere le proprie emozioni, i segnali che mi da la mia mente. Ho imparato ad essere sincero con me stesso. E ho capito che, a 27 anni suonati, probabilmente non sono ancora pronto per una storia seria. Non ne ho la mentalità. I sei mesi con Sara, per quanto lei fosse tutt'altro che possessiva, li ho vissuti (e me ne rendo conto a posteriori) come un animale in gabbia, finalmente convinto delle proprie potenzialità ma incapace di utilizzarle. Non ero felice, mi limitavo ad accontentarmi... e me ne sono accorto non appena è passato l'idillio iniziale, quando le differenze hanno cominciato a farsi sentire. Ho sentito il peso di quelle mille cose che vorrei fare ma che richiedono l'indipendenza mentale da altre persone. Ho realizzato che non avrei probabilmente mai potuto fare un road trip, che avrei presumibilmente abbandonato la montagna in quanto i weekend erano "prenotati". Eravamo arrivati a castrarci vicendevolmente.
E così, dopo aver scoperto cosa significa avere qualcuno a cui appoggiarsi, mi son ritrovato improvvisamente senza questo sostegno. E rialzandomi devo aver battuto la testa, perché ne sono uscito diverso. Ho voglia di esplodere, di espandermi, di scoprire, di impazzire. Di vivere. E poi ho voglia di trovare qualcuno che abbia la capacità di non farmi rimpiangere la libertà. Forse l'ho già trovata quella persona, chissà... ma per ora, non è ancora tempo di diventare serio. Ho tutto il tempo del mondo.
Prima devo capire cosa significa.
Lorenzo
sabato 27 aprile 2013
Riflessi(oni)
Ho visto amori sbocciare
e bruciarsi in fretta,
mille facce disordinate
e case e treni e posti
ed ho impilato mattoni
che ho rifatto cadere,
per rimetterli in piedi ancora.
Ho vissuto mesi
che son sembrati anni.
E si, sono cambiato,
forse cresciuto, magari
semplicemente rifletto
una luce diversa, più mia.
Perché non si cambia mai da soli.
martedì 30 ottobre 2012
Milano (con aggiornamenti bonus)
Considerato che Blackie è sempre stato una raccolta dei miei problemi più pressanti, il fatto che non stia scrivendo una mazza è buono. In effetti, non saprei di cosa lamentarmi.
Unico evento negativo, la morte di uno dei miei cani all'Elba... si triste ma appartenente ad un mondo ormai lontano e difficilmente palpabile. Nel 2012 ho passato sull'isola 5 giorni appena, mentre la mia realtà ed il mio presente sono qua.
E' un po' triste da constatare il fatto che, in fondo, ormai di elbano non ho praticamente niente. La parlata è sparita a favore di un generico dialetto toscano (tranne quando monto sulla nave e mi rispunta un po' di "Gantilena"), amici ne ho praticamente ovunque, forse nemmeno ci passerò il Natale... e Milano si sta rivelando molto meglio di come la dipingono. So che l'ho già detto, ma più ci passo tempo più ne sono convinto. Se ti presenti con un sorriso trovi sempre qualcuno che ti risponde... è una città che, se vissuta con il piglio giusto, si dimostra accogliente, forse non come clima ma sicuramente come gente. C'è poca falsa cortesia e tanta genuina gentilezza, ad esempio... se trovi qualcuno simpatico in un bar o comunque in un esercizio pubblico non è perché deve esserlo, ma spesso è perché ha veramente piacere di spendere due parole con il cliente. Certo, in una città frenetica come questa non hai mai veramente tanto tempo, ma in quei pochi secondi senti quella vampata di calore umano che in tanti luoghi, poco da fare, non ricevi. E che ti fa soprassedere sulla nebbia, sulla coltre di smog che ti nasconde spesso il sole, sui prezzi spaventosi...
E poi è la città stessa ad essere, in un certo senso, bella. Il centro di Milano è come uno di quei signori burberi che non mostra subito la sua vera indole: può sembrare grigio perché a prima vista è in un certo senso distante, ma guardandolo bene ha la sua bellezza negli enormi viali alberati, nelle luci delle insegne che lo colorano, nell'austerità dei palazzi.
Visto che il tempo scarseggia, vi scrivo in un comodo elenco puntato che
Unico evento negativo, la morte di uno dei miei cani all'Elba... si triste ma appartenente ad un mondo ormai lontano e difficilmente palpabile. Nel 2012 ho passato sull'isola 5 giorni appena, mentre la mia realtà ed il mio presente sono qua.
E' un po' triste da constatare il fatto che, in fondo, ormai di elbano non ho praticamente niente. La parlata è sparita a favore di un generico dialetto toscano (tranne quando monto sulla nave e mi rispunta un po' di "Gantilena"), amici ne ho praticamente ovunque, forse nemmeno ci passerò il Natale... e Milano si sta rivelando molto meglio di come la dipingono. So che l'ho già detto, ma più ci passo tempo più ne sono convinto. Se ti presenti con un sorriso trovi sempre qualcuno che ti risponde... è una città che, se vissuta con il piglio giusto, si dimostra accogliente, forse non come clima ma sicuramente come gente. C'è poca falsa cortesia e tanta genuina gentilezza, ad esempio... se trovi qualcuno simpatico in un bar o comunque in un esercizio pubblico non è perché deve esserlo, ma spesso è perché ha veramente piacere di spendere due parole con il cliente. Certo, in una città frenetica come questa non hai mai veramente tanto tempo, ma in quei pochi secondi senti quella vampata di calore umano che in tanti luoghi, poco da fare, non ricevi. E che ti fa soprassedere sulla nebbia, sulla coltre di smog che ti nasconde spesso il sole, sui prezzi spaventosi...
E poi è la città stessa ad essere, in un certo senso, bella. Il centro di Milano è come uno di quei signori burberi che non mostra subito la sua vera indole: può sembrare grigio perché a prima vista è in un certo senso distante, ma guardandolo bene ha la sua bellezza negli enormi viali alberati, nelle luci delle insegne che lo colorano, nell'austerità dei palazzi.
Visto che il tempo scarseggia, vi scrivo in un comodo elenco puntato che
- sono sempre più innamorato e, fortunatamente, anche lei sembra esserlo, e poi abbiamo cominciato a vedere Lost assieme
- al lavoro va tutto benissimo
- c'è un meraviglioso gatto in casa
Tiè.
Lo
martedì 9 ottobre 2012
The awkward situation...
... quando ti rendi conto di aver vissuto più nell'ultimo mese che in tutto il resto della tua vita. Quando ti rendi conto che non riesci ad immaginare come potevi vivere senza di lei. Quando aspetti che finisca la giornata solo per vederla, annusarla, baciarla...
Si, sono innamorato lesso. Sarà la sindrome da primi mesi, sicuramente poi arriveranno i momenti difficili nei quali vedremo se sarà vero aMMore o una passione momentanea, ma quel che conta è che ora sono felice, forse come non lo sono mai stato in 27 anni. Serve altro?
Lo
Si, sono innamorato lesso. Sarà la sindrome da primi mesi, sicuramente poi arriveranno i momenti difficili nei quali vedremo se sarà vero aMMore o una passione momentanea, ma quel che conta è che ora sono felice, forse come non lo sono mai stato in 27 anni. Serve altro?
Lo
domenica 9 settembre 2012
Building a new life
Una cosa è certa dopo le ultime due serate: non so se sono veramente bisessuale o cosa, ma le ragazze mi piacciono.
E forse forse, per una volta, ho trovato quella giusta. Non so bene dove andremo a finire, ma mi sembra un inizio promettente... molto promettente.
Certo oh, se mi anticipavano anche solo 4 mesi fa che mi sarei trovato a breve a vivere a Milano con un lavoro stabile, amici meravigliosi (perché ne ho trovati di meravigliosi) ed un mezzo... diciamo tre quarti di intrallazzo io mica ci credevo... :D
Lo
E forse forse, per una volta, ho trovato quella giusta. Non so bene dove andremo a finire, ma mi sembra un inizio promettente... molto promettente.
Certo oh, se mi anticipavano anche solo 4 mesi fa che mi sarei trovato a breve a vivere a Milano con un lavoro stabile, amici meravigliosi (perché ne ho trovati di meravigliosi) ed un mezzo... diciamo tre quarti di intrallazzo io mica ci credevo... :D
Lo
martedì 21 agosto 2012
Non ne ho voglia
Ci son tante cose che non ho voglia di fare stasera.
Non ho voglia di fare da mangiare, ma non ho nemmeno voglia di rimaner digiuno. Non ho voglia di andare a dormire, perché fa troppo caldo, ma non ho nemmeno voglia di aver sonno domattina. Non ho voglia di rimaner solo, ma l'idea di andare in centro mi nausea. Anche perché a meno che non abbordi gente a caso la veggo buia...
Insomma, serata piena di contraddizioni. Nel frattempo ho fatto il trasloco (ma devo ancora mettere tutto a posto), lavoro abbastanza bene, amici a bizzeffe, l'accento toscano spopola a Milano, che fa anche rima... solite vivacchierie, nulla più del solito.
Ma neanche nulla di meno, non lamentiamoci :)
Lo
Non ho voglia di fare da mangiare, ma non ho nemmeno voglia di rimaner digiuno. Non ho voglia di andare a dormire, perché fa troppo caldo, ma non ho nemmeno voglia di aver sonno domattina. Non ho voglia di rimaner solo, ma l'idea di andare in centro mi nausea. Anche perché a meno che non abbordi gente a caso la veggo buia...
Insomma, serata piena di contraddizioni. Nel frattempo ho fatto il trasloco (ma devo ancora mettere tutto a posto), lavoro abbastanza bene, amici a bizzeffe, l'accento toscano spopola a Milano, che fa anche rima... solite vivacchierie, nulla più del solito.
Ma neanche nulla di meno, non lamentiamoci :)
Lo
lunedì 13 agosto 2012
Scriversi
Cosa rimane
dopo che ti sei guardato allo specchio?
L'ombra di te stesso che ti guarda,
la tua immagine che ti scruta
e la tua vergogna nel descriverti
che accresce la tua bellezza.
Rimane l'eco del tuo pensiero
sparsa in versi su un tavolo virtuale
in punti microscopici che ti disegnano
Rimane la voglia di morire
poco a poco, vivendo nel frattempo.
Rimani tu, con settantun parole in meno
sabato 4 agosto 2012
Io?Drama - Testamento di un pagliaccio
E' spaventoso come a volte sembra che certe canzoni parlino di te stesso... questa racconta il mio stato d'animo di due tre anni fa, il sorridere a tutti i costi e nascondere quel che si ha dentro. Che a volte non è "indossare una maschera", ma semplicemente proteggere il proprio mondo interiore quando si sente che è troppo fragile per affrontare il mondo esterno. Alla fine ho avuto ragione, perché oggi sono relativamente "stabile", ma non è stato facile togliersi questo stato d'animo da pagliaccio che, solo nel suo camerino, si strucca e ritrova le rughe che ha faticosamente nascosto in scena.
Pezzo da applausi. Allego il testo perché merita, ma anche la musica è splendidamente malata.
Come sono io voi non lo saprete mai.
perchè cambio io voi non capireste mai.
dietro questo trucco e questa maschera di cera
nessuno di voi saprà mai ciò che si cela.
cosa penso io voi non lo saprete mai.
perchè cambio io voi non capireste mai.
tanto il mio sorriso rosso resta
anche se l'anima dannata brucia senza un perchè.
ciò che amo io voi non lo saprete mai.
perchè odio io voi non capireste mai.
la mia ostinazione è morte del mio vivere.
il cuore spezzato brucia senza fine.
ciò che non è mio so che non lo sarà mai.
urlo contro dio ma non mi ascolterà mai.
largo il mio vestito copre le mie stigmate.
asciugare il sangue è tanto inutile.
dolce amore mio so che non ti riavrò mai.
ladro del mio io non resusciterai mai.
della mia ossessione non potranno ridere
quando me ne andrò in solitudine...
applausi.
venerdì 3 agosto 2012
Milano
Milano è una città strana.
Sono qua da due settimane ormai, nelle quali come sarete abituati non vi ho aggiornato sui miei movimenti (e ci mancherebbe, non sarei io se non mi assentassi per mesi da Blackie... ma sorvoliamo). Dico subito che no, non mi ci trovo male. Per quanto tutti mi guardino un po' come una vacca che va al macello, direi che il bilancio di queste due settimane è positivo.
Mi dicevano che a Milano tutti sono di fretta e nessuno sorride. Ma io ho un segreto: spesso la gente non ti sorride perché tu sei il primo a non sorridere. E io sono famoso per avere un sorriso contagioso, non per vantarmi (ne sa qualcosa un lettore abituale di questo blog che comincia a ridacchiare ogni volta che mi incontra). E, guarda un po', trovo una marea di gente che mi sorride, scherza, chiacchera, scambia idee. Ed è bello sentirsi un po' come un raggio di luce nella nebbia di una città grigia.
Mi dicevano che Milano è un luogo grigio. Sarà vero, forse, ma è un grigio di mille tonalità. Milano cambia ad ogni angolo, è un crocevia di microcosmi completamente diversi fra di loro: i baretti sulle rive dei Navigli non assomigliano al frastuono di Colonne, né ai locali ricercati in Sempione. I vicoli del centro storico contrastano con i vialoni della parte moderna. Milano ha tante facce, e tanti modi di viverla. Non è come Pisa, che a me in fondo (e mi fa male dirlo) piaceva tantissimo nella sua semplicità ma rimaneva un po' uguale a se stessa in ogni luogo. Milano ti invoglia a provarti tanti vestiti addosso prima di scegliere quello che ti piace, e magari ti invoglia ad esplorare parti di te che non conoscevi.
E poi... al lavoro tutto bene, oggi ho consegnato un po' di codice e mi sono sentito utile finalmente... i colleghi son simpatici, il capo anche, alla mensa si spende ragionevolmente poco (5€ circa) per un pasto completo ed appetitoso. E poi ci sono tanti concerti e manifestazioni, trasporti che funzionano (rispetto alla media italiana almeno), l'accento toscano ti distingue dalla massa e ti in-sexy-sce... insomma, c'è tanta carne al fuoco!
Ah, ho anche trovato casa! Pago un bel po', ma sono a due fermate di metro dal lavoro e in una zona tranquilla, davanti ad un centro commerciale grosso dove c'è tutto. Ottimo anche questo. Bwahahahha!
Insomma, Lorenzo vive come e più di prima. E se Milano tenta di ingrigirmi, finirà colorata anche lei!
Lo
Sono qua da due settimane ormai, nelle quali come sarete abituati non vi ho aggiornato sui miei movimenti (e ci mancherebbe, non sarei io se non mi assentassi per mesi da Blackie... ma sorvoliamo). Dico subito che no, non mi ci trovo male. Per quanto tutti mi guardino un po' come una vacca che va al macello, direi che il bilancio di queste due settimane è positivo.
Mi dicevano che a Milano tutti sono di fretta e nessuno sorride. Ma io ho un segreto: spesso la gente non ti sorride perché tu sei il primo a non sorridere. E io sono famoso per avere un sorriso contagioso, non per vantarmi (ne sa qualcosa un lettore abituale di questo blog che comincia a ridacchiare ogni volta che mi incontra). E, guarda un po', trovo una marea di gente che mi sorride, scherza, chiacchera, scambia idee. Ed è bello sentirsi un po' come un raggio di luce nella nebbia di una città grigia.
Mi dicevano che Milano è un luogo grigio. Sarà vero, forse, ma è un grigio di mille tonalità. Milano cambia ad ogni angolo, è un crocevia di microcosmi completamente diversi fra di loro: i baretti sulle rive dei Navigli non assomigliano al frastuono di Colonne, né ai locali ricercati in Sempione. I vicoli del centro storico contrastano con i vialoni della parte moderna. Milano ha tante facce, e tanti modi di viverla. Non è come Pisa, che a me in fondo (e mi fa male dirlo) piaceva tantissimo nella sua semplicità ma rimaneva un po' uguale a se stessa in ogni luogo. Milano ti invoglia a provarti tanti vestiti addosso prima di scegliere quello che ti piace, e magari ti invoglia ad esplorare parti di te che non conoscevi.
E poi... al lavoro tutto bene, oggi ho consegnato un po' di codice e mi sono sentito utile finalmente... i colleghi son simpatici, il capo anche, alla mensa si spende ragionevolmente poco (5€ circa) per un pasto completo ed appetitoso. E poi ci sono tanti concerti e manifestazioni, trasporti che funzionano (rispetto alla media italiana almeno), l'accento toscano ti distingue dalla massa e ti in-sexy-sce... insomma, c'è tanta carne al fuoco!
Ah, ho anche trovato casa! Pago un bel po', ma sono a due fermate di metro dal lavoro e in una zona tranquilla, davanti ad un centro commerciale grosso dove c'è tutto. Ottimo anche questo. Bwahahahha!
Insomma, Lorenzo vive come e più di prima. E se Milano tenta di ingrigirmi, finirà colorata anche lei!
Lo
mercoledì 18 luglio 2012
Vertigini alla seconda
Da lunedì a meno di cataclismi lavorerò a Milano. Hip hip hurrà, ma forse anche argh.
Lo
Lo
sabato 26 maggio 2012
Vertigini
E domani vado qua
La cresta di Nattapiana per la salita al Pizzo d'Uccello. Ha passaggini interessanti e... vertiginosi XD
Speriamo di risentirci :D
Lo
La cresta di Nattapiana per la salita al Pizzo d'Uccello. Ha passaggini interessanti e... vertiginosi XD
Speriamo di risentirci :D
Lo
lunedì 21 maggio 2012
Apatia
Oggi ho un colloquio di lavoro. E' normale che non mi senta per niente agitato?
Secondo me dovrei cagarmi addosso, ma meglio così!
Lo
Secondo me dovrei cagarmi addosso, ma meglio così!
Lo
giovedì 17 maggio 2012
Solidarietà...
Su Facebook ho provato la frase a effetto, dicendo che discriminare per i gusti sessuali è come discriminare per i gusti culinari, ma il fatto che l'unico cibo che non mangio sono i piselli la frase mi riusciva piuttosto male.
Lo
martedì 15 maggio 2012
Chiacchere senza motivo
Finalmente riesco a stare un po' seduto davanti alla scrivania...
In sti giorni ho pensato ad almeno tre o quattro post, ma non riesco mai a scriverli: poco tempo ed ispirazione. Non che abbia molta varietà in quel che faccio: studio, canto, arrampico, ospito stranieri vagamente rincoglioniti (l'ultimo, con una tosse cronica per la quale passava mezza nottata a sputacchiare catarro, è stato il top), lavoro per il dipartimento di informatica (quattro cazzate), esco con millemila amici... però tutto questo riempie la mia giornata in maniera pazzesca. Meno male, non ci lamentiamo.
Ed intanto, il calcio mi rende il buonumore che mi aveva tolto qualche post fa: la mia Juve ha vinto lo scudetto, il mio giocatore preferito di sempre ha giocato la sua ultima partita in casa uscendo da vincitore, dopo un suo gol, osannato dal pubblico di casa (15 minuti di applausi ininterrotti, cori, ovazioni, e dopo 19 anni in bianconero un po' se li meritava), ed io... beh, la domenica in cui abbiamo ufficialmente vinto ero sul ponte principale di Pisa, per due ore sotto la pioggia, a cantare e ballare con gli altri tifosi. Il giorno dopo avevo poca voce, ma ne valeva la pena!
Come bonus, un video che rischia di procurarmi un eccesso di lacrime ç_ç
Capitolo cori... archiviato con successissimo il concerto del 2 maggio, andiamo verso quello del 13 giugno senza aspettare un solo momento. Il Baranda (il maestro del coro) impazzisce, noi gli si va dietro, ma sembra venire decentemente.
Università? Sempre li, sto studiando per un esame orale sulle reti utilizzate dai cellulari e sto andando a farlo al Pacinotti, l'aula studio-giardino dell'università di Pisa. Un bellissimo posto assolato, con comodi gazebini muniti di prese elettriche, aperto dalle 8.30 a mezzanotte. Un paradiso per studiarci, sicuramente... non stessi studiando un corso pieno di sigle di protocolli pallosi e architetture astruse per telefonare (che manco mi piace il telefono!)...
Ora mi devo inventare una cena. Cosa mi faccio? Potrei fare un sughino leggero pancetta e 'nduja, tanto per dormire felice. O un risotto.
Vedrò.
Lo
In sti giorni ho pensato ad almeno tre o quattro post, ma non riesco mai a scriverli: poco tempo ed ispirazione. Non che abbia molta varietà in quel che faccio: studio, canto, arrampico, ospito stranieri vagamente rincoglioniti (l'ultimo, con una tosse cronica per la quale passava mezza nottata a sputacchiare catarro, è stato il top), lavoro per il dipartimento di informatica (quattro cazzate), esco con millemila amici... però tutto questo riempie la mia giornata in maniera pazzesca. Meno male, non ci lamentiamo.
Ed intanto, il calcio mi rende il buonumore che mi aveva tolto qualche post fa: la mia Juve ha vinto lo scudetto, il mio giocatore preferito di sempre ha giocato la sua ultima partita in casa uscendo da vincitore, dopo un suo gol, osannato dal pubblico di casa (15 minuti di applausi ininterrotti, cori, ovazioni, e dopo 19 anni in bianconero un po' se li meritava), ed io... beh, la domenica in cui abbiamo ufficialmente vinto ero sul ponte principale di Pisa, per due ore sotto la pioggia, a cantare e ballare con gli altri tifosi. Il giorno dopo avevo poca voce, ma ne valeva la pena!
Come bonus, un video che rischia di procurarmi un eccesso di lacrime ç_ç
Capitolo cori... archiviato con successissimo il concerto del 2 maggio, andiamo verso quello del 13 giugno senza aspettare un solo momento. Il Baranda (il maestro del coro) impazzisce, noi gli si va dietro, ma sembra venire decentemente.
Università? Sempre li, sto studiando per un esame orale sulle reti utilizzate dai cellulari e sto andando a farlo al Pacinotti, l'aula studio-giardino dell'università di Pisa. Un bellissimo posto assolato, con comodi gazebini muniti di prese elettriche, aperto dalle 8.30 a mezzanotte. Un paradiso per studiarci, sicuramente... non stessi studiando un corso pieno di sigle di protocolli pallosi e architetture astruse per telefonare (che manco mi piace il telefono!)...
Ora mi devo inventare una cena. Cosa mi faccio? Potrei fare un sughino leggero pancetta e 'nduja, tanto per dormire felice. O un risotto.
Vedrò.
Lo
domenica 6 maggio 2012
Afterhours - Metamorfosi
Se è libertà
Ora ce l'hai
Tu ora ce l'hai già
Ma se è cosi buona
sai perchè fa cosi male?
Se è libertà
Tu l'hai già
Ed io ho già
Un anno in più
Un se in più
Se ci sarà vita
Là
Dove questa morte finirà
Io vorrei spiegarti cos'ho
E' come un cane rabbioso che morde
A sangue il mio futuro
Ciò che non ho e perderò
non torna
c'è di piu del destino che uno ha
se non c'è
prima o poi
E' un mostro l'amore
se non c'è
se non c'è nessuno che lo vuole?
Muore dentro, e chi
Muore certo, tu sai
non torna
E' come un cane rabbioso
che morde a sangue il mio futuro
Io vorrei sapere che cos'ho
Che cos'ho
qui per me
Cosa c'è per noi
Ciò che hai,
ciò che perderai non torna
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